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Francesco Bertolino e Federico De Rosa

Dall’unione della compagnia telefonica con l’operatore virtuale di Poste nascerebbe un polo da 23 milioni di clienti. Il nodo delle azioni di risparmio e dell’Antitrust. Intanto, Iliad e WindTre valutano un’alleanza paritetica

C’è aria di consolidamento nel settore delle telecomunicazioni italiano. Secondo indiscrezioni, Tim e Poste Italiane hanno avviato il cantiere per il conferimento di Poste Mobile nella compagnia telefonica, mentre Iliad e WindTre stanno ragionando su una possibile alleanza industriale e finanziaria in Italia.

La conversione delle risparmio

Partendo dal primo dossier, le banche d’affari sarebbero già al lavoro sull’ipotesi di un’integrazione di Poste Mobile in Tim a fronte di un aumento di capitale dedicato al gruppo guidato da Matteo Del Fante. L’eventuale operazione richiederà tempo e l’incastro di più tasselli. Sarà anzitutto cruciale la data del 28 gennaio, quando gli azionisti ordinari e di risparmio di Tim decideranno in assemblea se approvare la conversione dei titoli di risparmio in azioni ordinarie.



















































Il conferimento di PosteMobile

Se arriverà il via libera – e una volta conclusa la conversione – la partecipazione di Poste in Tim scenderà dall’attuale 27,3% al 19-20%. Questa diluizione libererebbe “spazio azionario” per il conferimento di Poste Mobile, evitando che il gruppo dei recapiti superi la soglia del 30%, oltre la quale dovrebbe promuovere un’offerta pubblica di acquisto sull’intero capitale di Telecom Italia.

Il nodo Antitrust

L’altro nodo fondamentale da sciogliere riguarda i profili Antitrust. Con circa 5 milioni di clienti, Poste Mobile è il quinto operatore nella telefonia mobile, il primo fra i virtuali, ossia quelli privi di una propria infrastruttura (da quest’anno si appoggia alla rete Tim). Il suo conferimento in Tim creerebbe un polo da oltre 24 milioni di clienti, con una quota nel mercato delle sim vicina al 30 per cento e superiore a quella di ogni altro operatore. Qualsiasi mossa in tal senso dovrebbe quindi esser preceduta da un’attenta ricognizione delle possibili obiezioni Antitrust e degli eventuali rimedi che comporterebbero.

L’alleanza Iliad WindTre

Riducendo la concorrenza sul mercato, peraltro, l’aggregazione fra Tim e Poste Mobile potrebbe avere riflessi anche su un’altra ipotesi di consolidamento allo studio nel settore delle tlc italiano, rendendo più impervia la strada per l’aggregazione fra Iliad e WindTre. Anche su questo fronte, secondo più fonti, i consulenti sarebbero al lavoro e l’ipotesi di lavoro al momento più probabile sarebbe quella di un’alleanza paritetica fra l’operatore francese e il gruppo controllato dal colosso di Hong Kong Ck Hutchison. La joint-venture 50-50 darebbe vita a un gruppo con oltre 30 milioni di clienti e una quota di mercato vicina al 40% nella telefonia mobile, di gran lunga superiore a quella dell’attuale primatista, Fastweb + Vodafone.

Il titolo Tim

Ieri, intanto, nella prima riunione dell’anno Tim ha fatto il punto sul budget per il 2026, aprendo così i lavori per l’aggiornamento del piano industriale. Lorenzo Cavalaglio e Stefano Siragusa sono entrati a far parte rispettivamente del Comitato Nomine e Remunerazioni e Parti Correlate, prendendo il posto del dimissionario Umberto Paolucci. In Borsa, nonostante le turbolenze geopolitiche, Tim ha chiuso in rialzo dell’1%.

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20 gennaio 2026