di
Salvo Fallica

Linee interrotte, strade deserte e danni ingenti

La Sicilia orientale è nell’occhio del ciclone Harry. Aumenta l’intensità dei venti e crescono i danni in molti territori.

Si moltiplicano le interruzioni nel traffico stradale. Nel Messinese è esondato il fiume Agrò. Problematiche vi sono nella statale 114, una delle principali arterie viarie della parte orientale dell’Isola.



















































Sempre nel Messinese, dove si registrano diversi casi di serio dissesto idrogeologico, un tratto di strada sul lungomare di Santa Teresa Riva ha ceduto a causa della forte mareggiata. Nel buco che si è aperto -si tratta di un’autentica voragine- è finita un’auto che stava transitando nella via del lungomare. L’uomo alla guida della macchina ha riportato delle ferite, ed è stato soccorso dalla polizia locale e dai volontari della Croce Rossa e portato in ospedale. Dalle notizie che trapelano non è in pericolo di vita.

Sulla questione si è pronunciato il capo dipartimento della Protezione civile della Regione Siciliana, Salvo Cocina che – notando come l’auto si trovasse in un luogo dove non si sarebbe dovuta trovare a causa dei divieti di transito – ha invitato la popolazione alla «massima precauzione» e al «rispetto rigoroso delle ordinanze e dei divieti. Non è possibile mettere a rischio un vita umana e anche i soccorritori per leggerezza o disattenzione personale».

Sempre sul lungomare di Santa Teresa Riva, un’ambulanza del 118 è stata sbalzata da un’onda, ma i due soccorritori non hanno riportato ferite.

Interruzioni vi sono anche nelle linee ferroviarie Siracusa-Caltanissetta e Catania-Caltagirone. 

Date le onde alte, che superano anche i 10 metri, sono isolati gli arcipelaghi che circondano la Sicilia. La situazione più problematica è quella delle isole Eolie, da ieri pomeriggio sono senza alcun collegamento. Le Eolie, già colpite da frane, vivono giorni molto difficili. In alcune zone di Lipari, luoghi famosi sul piano turistico, il mare ha raggiunto diverse abitazioni. Un peschereccio è affondato nel porto di Catania, lo ha reso noto la Federazione armatori siciliani riportando la dichiarazione del proprietario dell’imbarcazione, un giovane pescatore. «Da mesi, anzi, da anni – afferma in una nota Fabio Micalizi, presidente della Federazione armatori siciliani – segnaliamo criticità strutturali, condizioni di insicurezza, fondali e banchine non adeguatamente manutenuti, con rischi evidenti per uomini e mezzi. Si continua a intervenire soltanto dopo i disastri».

Va ricordato che la Sicilia è stata colpita negli ultimi lustri da cicloni e da Medicane, dunque non si tratta di fenomeni nuovi. Autorevoli scienziati avevano spiegato che a causa dei cambiamenti climatici questi fenomeni si sarebbero ripetuti con più frequenza. 

L’intera Sicilia ionico-orientale è soggetta all’allerta rossa, i principali danni e disagi vi sono nelle provincie di Catania, Messina, Siracusa e Ragusa, ma non vengono risparmiate neanche le altre province isolane (anche le zone della Sicilia centrale, Caltanissetta ed Enna, e della Sicilia occidentale). 

Le strade sono deserte, sferzate da venti impetuosi, vi sono molti pali e cavi elettrici divelti, alberi abbattuti e altri danni. In tutta l’Isola vi sono già stati oltre 380 interventi dei Vigili del Fuoco. Nella Sicilia orientale chiuse le scuole, le università, i parchi, annullato ogni evento pubblico. 

Nella zona ionica vi è il caso di Acireale, comune di 50 mila abitanti ai piedi dell’Etna e bagnato dal mar Ionio. Nella zona costiera sono state evacuate parecchie abitazioni. Diverse evacuazioni di abitazioni sono avvenute in diverse località della Sicilia orientale, anche a Marzamemi (nel Siracusano), borgo simbolo delle meraviglie del Sud-Est isolano e luogo noto a livello internazionale. 

Venti forti e molta neve sull’Etna: una situazione di emergenza è stata risolta dai soccorritori. Una famiglia di turisti svizzeri si è ritrovata in una violenta bufera di neve sull’Etna mentre, nei pressi dei Crateri Silvestri, stava andando in un albergo. I componenti della famiglia, tra cui una bambina di 4 anni, sono stati messi in salvo dai militari della Stazione del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Nicolosi. I venti continuano a sferzare l’Isola in maniera impetuosa.

20 gennaio 2026 ( modifica il 20 gennaio 2026 | 14:22)