di Redazione , pubblicato il 17/01/2026
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/ Argomenti: Arte contemporanea – Lettonia
Gregorio Botta è il primo artista italiano a esporre al Museo Rothko, a Daugavpils, in Lettonia, nella città natale del maestro dell’Espressionismo astratto.
Dal 20 febbraio al 24 maggio 2026 il Museo Rothko di Daugavpils, in Lettonia, accoglie la mostra La pittura porta a casa di Gregorio Botta (Napoli, 1953), curata da Bruno Corà. L’esposizione è allestita dalla casa editrice Il Cigno Arte, che ne accompagna l’esposizione con la pubblicazione del catalogo, arricchito da un saggio critico di Micol Forti, direttrice del Mart di Rovereto.
Botta è il primo artista italiano a esporre al Museo Rothko, nella città natale del maestro dell’Espressionismo astratto e luogo simbolicamente identificato come la “casa” di una pittura non figurativa, intensa, silenziosa e meditativa. Un’eredità spirituale che ha sempre rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la ricerca dell’artista napoletano.
Sebbene molte delle sue opere assumano forma di installazioni e sculture tridimensionali, la matrice del suo linguaggio resta profondamente pittorica, conservandone la dimensione introspettiva. Botta utilizza materiali naturali e delicati, quali cera, carta di riso, acqua, vetro, foglie, pietre e sangue, per costruire un universo poetico e raccolto. Nei Noli me tangere, ad esempio, foglie di buganvillea e gocce di sangue danno vita a un giardino simbolico che accoglie la sofferenza per trasformarla. In Ofelia, invece, una grande tavola orizzontale di cera è attraversata da quattro sottili flussi d’acqua che sgorgano come lacrime, ma anche come sorgenti di rinascita.
Gregorio Botta, La pittura porta a casa (2025; carta di riso, cera e pigmento, 150 x 300 cm)
Gregorio Botta, Molto presto di mattina (2024; carta di riso, cera, pigmento e vetro, 150 x 100 cm)
In Lettonia l’artista presenta circa trenta opere, alcune delle quali realizzate appositamente per l’occasione. Nel tempo il suo linguaggio si è fatto sempre più essenziale, orientandosi verso una rarefazione formale che evoca vuoto e silenzio attraverso pochi segni. Emblematico è Orizzonte, composto da una sottile lastra di vetro orizzontale, una coppa e due o tre tavolette di cera pigmentata. Analogamente, i fogli di carta di riso acquarellata e cerata, che Botta definisce “velature solide”, hanno la capacità di nascondere e al tempo stesso rivelare la materia sottostante.
Gregorio Botta ha esposto in numerose gallerie e musei in Italia e all’estero. Tra le più recenti personali si ricordano quella del 2025 al MAN di Nuoro e quella alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. È inoltre autore di saggi come Pollock e Rothko, il gesto e il respiro (Einaudi) e Paul Klee, genio e regolatezza (Laterza). Nel marzo 2026 è prevista per Electa l’uscita di un nuovo volume dedicato a Rothko e al suo rapporto con Firenze.
Gregorio Botta, Senza titolo (2023; carta di riso, cera e pigmento, 100 x 150 x 8 cm)

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