di
Nicola Lavacca
Originario di Canosa, l’ex patron del Lecco aveva perso una gamba a causa di un incidente con l’aratro, ma la sua tempra era quella di un combattente.Nel 2018 tentò di comprare il Bari, finendo superato dai De Laurentiis
Calcio in lutto per la morte di Paolo Di Nunno, 77 anni, ex patron del Lecco e presidente onorario del Canosa (Eccellenza), la squadra della sua città. Sette anni fa tentò di prendere il Bari, senza riuscirci. Un dirigente appassionato e vulcanico, a volte “scomodo” per via di alcune sue esternazioni senza peli sulla lingua contro il sistema calcistico. Aveva avuto anche parecchi battibecchi con i tifosi del Lecco dopo aver centrato la storica promozione in serie B, a 50 anni di distanza dall’ultimo apparizione nei cadetti della formazione bluceleste.
Fu proprio con il Canosa che cominciò la sua avventura calcistica, guidando la società in serie D tra il 1983 e il 1986. Poi, decise di trasferirsi a Milano dove fondò l’Elettronica Video Games con sede a Cormano. Una scelta avveduta che gli consentì di fare breccia nel mondo imprenditoriale dei videogiochi e videopoker.
Aveva perso una gamba a causa di un incidente con l’aratro, ma la sua tempra era quella di un combattente, soprattutto sul palcoscenico pallonaro. Diventò presidente del Seregno in D, per poi rilevare nel giugno del 2017 il Lecco caduto in disgrazia per via del fallimento. Sette anni di successi in riva al lago, fino all’agognato sbarco in B al termine della doppia finale con il Foggia a giugno 2023. Nel campionato cadetto, però, il cammino fu tortuoso e infarcito di polemiche soprattutto con la tifoseria.
L’amara retrocessione lasciò il segno in Paolo Di Nunno che, a giugno 2024, cedette la società alla famiglia Aliberti. Il suo destino s’incrociò anche con le sorti del Bari travolto dal fallimento. Di Nunno presentò la sua offerta per il club biancorosso in quel famoso luglio del 2018, ma l’allora il sindaco Antonio Decaro preferì la famiglia De Laurentiis. Il calcio non l’ha mai abbandonato. Ha ritrovato nuove motivazioni tra i dilettanti, vincendo il campionato di Promozione con la Baranzatese, mentre nell’estate scorsa il Canosa gli ha conferito la carica di presidente onorario.
La società rossoblu, in un comunicato, esprime il suo cordoglio con parole di affetto e di stima: «Il Canosa Calcio 1948, nella persona del presidente Alessandro Di Nunno e della dirigenza tutta, profondamente addolorati, si stringono attorno alla famiglia Di Nunno per la scomparsa di Paolo, uomo, imprenditore ed ex numero uno di questa gloriosa società. Non dimenticheremo mai l’entusiasmo con cui, solo pochi mesi fa, aveva inteso sposare nuovamente la causa del Canosa Calcio nelle vesti di presidente onorario, seguendola a distanza senza mai perdersi un incontro di campionato».
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20 gennaio 2026 ( modifica il 20 gennaio 2026 | 20:37)
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