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Redazione Online

La conferenza stampa alla Casa Bianca. «Ospite» al classico briefing nel primo anniversario da ritorno da presidente

«Nessuno ha fatto tanto come questa amministrazione in un anno». L’appuntamento era previsto per le 19, ma in una sala gremita e in attesa, il presidente Trump si è fatto aspettare. Nella conferenza stampa per i suoi primi 12 mesi alla Casa Bianca, in corso da oltre un’ora, Donald Trump appare sottotono, poco lucido, quasi rallentato, senza la consueta energia. Il presidente parla con ritmi più lenti e pause più lunghe delle sue abitudini. Il New York Times parla di «discorso sconclusionato», in un momento in cui alcuni media rilanciano le preoccupazioni sul suo stato di salute.

Inizia mostrando una serie di foto di «criminali», ancora «attive» in Minnesota. Critica Biden e va avanti con le foto «Tutte fermate dall’Ice», la polizia oggetto di feroci critiche per i suoi interventi e l’omicidio di una donna in Minnesota. «Persone arrivate qui a causa dei confini aperti», dice. «La donna che è stata uccisa è un dramma io capisco entrambe le parti» ha detto sostenendo che a Minneapolis siano entrati in azione agitatori pagati e professionisti.



















































La presenza di Trump alla conferenza stampa delle 13 (le 19 in Italia, poi slittata fino a quasi le 20) era nell’aria. Ma la «conferma» è arrivata con un post su X della portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, intorno alle 18. «Oggi avrò un ospite davvero speciale al mio fianco sul palco… Non perdetevi l’appuntamento!», ha scritto. Lasciando poco spazio ai dubbi poco dopo, rilanciando, nello stesso post, un precedente messaggio celebrativo di un anno di presidenza Trump.

La Casa Bianca ha poi confermato che il presidente Trump avrebbe partecipato alla consueta conferenza stampa quotidiana, prima di partire per Davos.

Trump continua a mostrare le foto di «criminali». Passa poi a citare il Venezuela (e per il dopo Maduro dà qualche possibilità a María Corina Machado, premio Nobel, «ma senza abbastanza supporto interno»: non escludendo un suo coinvolgimento nel futuro del Paese «è molto gentile»). Poi torna sulle immagini. «Ve ne potrei far vedere migliaia: ce ne sono 10.000 solo in Minnesota. Come si fa a vivere in un posto con così tanti criminali. I cattivi», dice. «Sono assassini, persone che hanno ucciso. Allora cosa fa Ice e le altre forze dell’ordine. Fanno qualcosa di incredibile (…) Ci aiutano a controllare i confini». «Può succedere che Ice faccia errori», dirà dopo. «Sono rimasto colpito dalla morte di quella donna», ha aggiunto, riferendosi implicitamente alla morte di Renee Good, uccisa a sangue freddo a Minneapolis da un agente dell’Ice. «Ho saputo che suo padre è un tremendo sostenitore di Trump, spero che ancora lo sia, amava Trump, è terribile», ha detto. 

Poi l’economia. L’inflazione  e i «successi economici» senza precedenti. «Quello che abbiamo fatto con la crescita è incredibile – ha aggiunto -. Abbiamo creato una crescita economica straordinaria e l’America sta andando benissimo. Qui c’è il boom», dice Trump. Che «non si sente in colpa» per aver licenziato «milioni» di dipendenti federali nel corso del primo anno del suo secondo mandato: «Abbiamo tagliato milioni di persone dalla busta paga federale. Non mi piace farlo, ma la buona notizia è che stanno ottenendo lavori nel settore privato e a volte guadagnano il doppio, il triplo. Stanno ottenendo lavori in fabbrica, stanno ottenendo lavori molto migliori e con salari molto più alti». 

E difende, naturalmente i dazi. «Grazie ai dazi abbiamo grande sicurezza nazionale. Molti dicevano che i dazi avrebbero portato all’inflazione, ma l’inflazione non c’è. Mentre c’era Biden c’era l’inflazione, non ha imposto dazi, ma c’erano dei grandi problemi», insiste. «Abbiamo la migliore economia nella storia del nostro Paese». Poi «concede» che qualcosa potrebbe comunque andare storto: «Non so quello che farà la Corte Suprema», ma «se perdiamo, ed è possibile, dovremo fare del nostro meglio» per ripagare «centinaia di miliardi di dollari».

C’è anche spazio per altri attacchi. «La Somalia non è neppure un Paese, non hanno nulla che assomigli ad un paese. E se lo è, è considerato il peggiore al mondo», dice, attaccando attaccato nuovamente la deputata democratica del Minnesota, Ilhan Omar, di origine somala, e gli immigrati somali, definendoli «persone con un quoziente di intelligenza molto basso».

Donald Trump al suo ingresso in sala aveva ricordato che presto sarebbe andato in un «bellissimo posto in Svizzera». «Sono sicuro che mi aspetteranno con grande gioia». Domani infatti sarà al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, dove sono state ampiamente discusse le sue minacce di prendere il controllo della Groenlandia con la forza.

Nel pomeriggio il presidente francese Macron aveva attaccato Trump criticando la sua politica estera al Forum economico mondiale di Davos, mettendo in guardia da un mondo «in cui il diritto internazionale viene calpestato». Trump ha però ribadito le sue minacce di acquisire la Groenlandia. «Fino a che punto mi spingerò? Lo scoprirete». 

«Dobbiamo lavorare a una nuova Europa indipendente. Condividiamo gli obiettivi della sicurezza artica con gli Stati Uniti. La Finlandia sta investendo in forze che siano capaci di agire nell’Artico. Le nuove tariffe proposte sono un errore. In politica come in business un accordo è un accordo e una stretta di mano dovrebbe voler dire qualcosa. La nostra risposta sarà inflessibile, unita e proporzionale. Ma dobbiamo essere strategici su come ci mettiamo in rapporto con la sicurezza artica. Ci sarà un massiccio aumento degli investimenti europei in Groenlandia in infrastrutture e lavoreremo con gli Stati Uniti nella sicurezza artica. Investiremo in capacità strategica nei rompighiaccio», ha detto invece la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen

Per quanto riguarda l’Onu, «credo che debba continuare, perché il potenziale è grande», ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva se il Consiglio per la Pace per Gaza sarà un sostituto delle Nazioni Unite. Il presidente ha comunque ribadito le sue critiche al Palazzo di Vetro, lamentando che «non è mai stato molto utile», ma «ha un grande potenziale». Passando in rassegna i tanti provvedimenti varati nel primo anno del suo secondo mandato alla Casa Bianca, ha anche ricordato che ha «ufficialmente ristabilito il Columbus Day». «Gli italiani sono molto contento. Ve lo ricorderete quando andrete a votare?», ha aggiunto il presidente. 

Il presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, ha invece criticato l’omologo statunitense Trump per voler «governare il mondo attraverso i social». «Avete notato che Trump vuole governare il mondo tramite Twitter? Fantastico, ogni giorno dice qualcosa di nuovo. Pensate che sia possibile trattare le persone con rispetto se non le guardate in faccia? Pensare che siano oggetti e non esseri umani?» ha concluso Lula. 

Oggi l’atteso arrivo di Trump a Davos.

20 gennaio 2026 ( modifica il 20 gennaio 2026 | 21:18)