La Spezia, 20 gennaio 2026 – La preside parla di “dolore condiviso”, gli studenti accusano i professori, mentre il killer di Abanoub rimane in carcere. Sono pochi i ragazzi che stamani, martedì 20 gennaio, quattro giorni dopo l’omicidio in classe, hanno deciso di fare rientro a scuola all’Istituto professionale Einaudi Chiodo della Spezia. In quei corridoi, venerdì scorso, il giovane Aba ha perso la vita, colpito a morte con una coltellata dal compagno Zouhair Atif.
Non saranno computate le assenze
Quando alle 8.10 si sono chiuse le porte dell’ingresso laterale lungo via Capellini, all’esterno sono rimasti alcuni giovani che poco prima avevano steso un altro striscione per ricordare Aba prima di allontanarsi. Con una delibera del Consiglio d’istituto adottata lunedì 19 gennaio, l’istituto superiore ha stabilito che non verranno computate le assenze per gli studenti che, nei giorni 20, 21, 22 e 23 gennaio, non si dovessero sentire ancora pronti al rientro a scuola.

La manifestazione per Abanoub
Il dolore della preside
“L’Istituto accoglierà tutti gli studenti ed inizierà il percorso di elaborazione del tragico lutto che ha colpito la comunità scolastica. Saranno giorni di dolore condiviso, grazie anche al supporto psicologico attivato. Saranno giorni in cui impegnarci per essere concretamente vicini alla famiglia di Abanoub”, ha assicurato con un messaggio la dirigente scolastica Gessica Caniparoli. “Voglio rassicurare le famiglie: grazie al costante supporto del Ministro Valditara e di tutte le istituzioni deputate, le misure messe in atto garantiranno la sicurezza dei ragazzi. Agli studenti chiedo di dare conforto ai loro professori e a tutto il personale scolastico, scossi come voi da questa terribile tragedia. Abbiamo bisogno di voi”.
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Gli studenti accusano i professori: secondo loro era una tragedia annunciata. Un delitto che si poteva evitare. “E’ stata una morte avvisata e la scuola era la prima a saperlo. Atif aveva già minacciato un altro ragazzo con un coltellino svizzero, l’anno scorso all’esterno del plesso. Lo sapevano, è sicuro, perché erano presenti anche alcune bidelle e un professore ci ha allontanati – racconta una compagna di classe della vittima –. Era da giorni che Youssef veniva minacciato, lui lo aveva detto ai professori, questa sua richiesta d’aiuto non era da sottovalutare”.
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La decisione del giudice
Durante l’udienza preliminare di ieri, 19 gennaio, il gip del tribunale della Spezia ha confermato la custodia cautelare in carcere del 18enne accusato del delitto. Le modalità, secondo quanto scritto dal magistrato, raccontano di una “peculiare brutalità” e “allarmante disinvoltura”. I due ragazzi litigavano da giorni, ma quello che è accaduto venerdì scorso non ha precedenti. Atif, dopo l’ennesima discussione avvenuta in bagno, ha raggiunto Abanour all’entrata della sua classe, dopodichè ha estratto un coltello che si era portato da casa ed ha inflitto un unico fendente, mortale, al fianco del compagno. I medici hanno tentato inutilmente di salvarlo, ma dopo averlo rianimato dall’arresto cardiaco e aver effettuato un delicatissimo intervento chirurgico non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
