di
Aldo Grasso
La fiction di Rai1 e Rai Storia sono l’ultimo riverbero di quello che un tempo fu il servizio pubblico
La fiction di Rai1 e Rai Storia sono l’ultimo riverbero di quello che un tempo fu il servizio pubblico. Mettiamoci una croce sopra, tanto è impossibile tornare indietro. A meno che l’a.d. di Viale Mazzini non diventi uno o una come la «preside», mossa dal sogno temerario di rimettere in sesto, ovvero in vita, un Istituto professionale a Caivano, periferia di Napoli, un luogo segnato dall’abbandono scolastico e circondato dal degrado, al centro di una delle piazze di spaccio più grandi d’Europa.
«La Preside», una serie in quattro puntate, prodotta da Bibi Film tv-Zocotoco in collaborazione con Rai Fiction, con la regia di Luca Miniero è liberamente ispirata alla storia vera di Eugenia Carfora, la dirigente scolastica di Caivano divenuta simbolo di coraggio e determinazione nella lotta per il riscatto educativo e sociale.
Luisa Ranieri non ha un compito facile: deve interpretare il ruolo di una missionaria senza indulgere nella santificazione, deve esibire sufficiente carisma, nei confronti di studenti, insegnanti e personale non docente, in un luogo dove il potere si esercita in altri modi, deve non venire meno al suo entusiasmo anche trascurando gli affetti famigliari, anche passando per «a pazza» quando vuole convincere i ragazzi che oltre il degrado c’è altro.
Il problema principale della fiction è che Luisa Ranieri è sola, brava ma sola, non solo a combattere contro il contesto sociale, ma a tenere in piedi il racconto. Certo le altre sono solo figure di comprimari, funzionali al racconto ma inevitabilmente schematici.
Come si diceva una volta, il «messaggio» arriva forte e chiaro: credere fermamente che la scuola possa essere la chiave per aprire nuove opportunità e spezzare i circoli di esclusione sociale. Ma i messaggi li portano i postini.
Forse sceneggiatori e regia (si può parlare di «manierismo») dovevano avere un po’ più coraggio, ispirarsi alla scrittrice cui, nella finzione, hanno intitolato la scuola, Anna Maria Ortese: restituire al reale, Caivano e Paese compresi, il significato di appartenenza a un’altra realtà, più vasta e inconoscibile.
«La Preside» è una serie onesta e necessaria.
20 gennaio 2026
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