di
Paolo Virtuani

Venti a 120 chilometri all’ora. Scuole chiuse. Torrigiani (Lamma-Cnr): «Perturbazione strutturata e stazionaria che ha richiamato correnti dal Nord Africa». Sulle Dolomiti la magia dell’aurora boreale

Aurora boreale sulle Dolomiti, onde alte quasi 10 metri in Sicilia. A Nord i cieli sereni e l’assenza di luce lunare hanno favorito la visione dell’aurora boreale. È uno spettacolo molto raro alle nostre latitudini, ma negli ultimi tre anni è stato possibile osservare più volte i cieli notturni colorarsi.
Le aurore polari sono dovute all’interazione con il campo magnetico terrestre del flusso di particelle cariche emesse dal Sole in cicli di attività magnetica che durano circa undici anni. 

Le cause

Dalla fine del 2019 la nostra stella è entrata nel ciclo 25 (calcolati dal 1755). Il punto massimo del ciclo attuale è stato raggiunto nel 2025. Il ciclo solare 25 ha prodotto un’attività magnetica superiore alle previsioni, che sul nostro pianeta si è manifestata con frequenti e spettacolari aurore polari. Nei giorni scorsi la nostra stella ha originato un brillamento solare maggiore di classe X1.9 e, 25 ore dopo viaggiando a una velocità doppia rispetto alla media, il flusso di particelle ha raggiunto la Terra causando una tempesta geomagnetica di classe G4 che ha colorato di rosso e di verde i cieli. Il rosso si manifesta solo con tempeste solari molto intense in grado di eccitare l’ossigeno molecolare (O2) a quote intorno ai 240 chilometri. Il verde è prodotto dall’interazione delle particelle solari con l’ossigeno atomico a circa 100-160 chilometri di altezza.



















































La tempesta

Di tutt’altra origine la tempesta Harry che ha investito le coste meridionali. Secondo gli esperti non è un medicane (mediterranean hurricane), ma un ciclone particolarmente intenso. Per Tommaso Torrigiani, meteorologo del Consorzio Lamma-Cnr, «è una perturbazione strutturata e stazionaria nata da una saccatura atlantica che ha richiamato correnti calde e umide dal Nord Africa». Harry — il nome è stato assegnato dalla Libera Università di Berlino che nomina i cicloni europei — ha sviluppato venti fino a 120 chilometri all’ora. Le raffiche hanno generato onde di notevole altezza. La Rete ondametrica nazionale dell’Ispra ha misurato a Catania un’onda massima di 9,71 metri alle 19 di ieri.

L’allerta rossa

Oggi la Protezione civile ha posto in allerta rossa Sicilia, Calabria e Sardegna. Le scuole saranno chiuse in molte località, tra le quali Catania, Messina, Siracusa, Enna, Agrigento, Ragusa, Reggio Calabria e Cagliari. In Calabria a Melito Porto Salvo la mareggiata ha fatto crollare cento metri di lungomare. A Mazzeo di Taormina per la furia delle onde è crollato il muro di protezione di una piazza. Il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, è stato travolto da un’ondata mentre con il primo cittadino di Santa Teresa di Riva faceva una diretta social per mostrare i danni della mareggiata: «Non fate come noi», ha poi aggiunto alle immagini con l’acqua che gli ha raggiunto le anche.

21 gennaio 2026 ( modifica il 21 gennaio 2026 | 07:54)