Firenze, 20 gennaio 2026 – Per la prima volta in Europa, l’Italia apre le porte all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella selezione degli esami mammografici, distinguendo quali necessitano di una doppia lettura da parte dei radiologi e quali possono essere valutati da un solo specialista. L’obiettivo è chiaro: aumentare la qualità degli esami e ottimizzare le risorse umane.

Firenze al centro dell’innovazione

La novità emerge dalle nuove linee guida italiane sull’uso dell’IA per lo screening e la diagnosi del tumore alla mammella, annunciate dal Gisma (Gruppo italiano screening mammografico). Il documento è stato redatto con il contributo di nove società scientifiche e il supporto metodologico del Cergas e del Centro Dondena dell’Università Bocconi, sotto il coordinamento dell’Osservatorio nazionale screening, la cui sede operativa si trova a Firenze presso l’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica.

“Indubbi vantaggi, anche considerata la scarsità di personale”

“Finora le raccomandazioni europee prevedevano un ruolo di affiancamento dell’intelligenza artificiale all’attuale protocollo di screening. Questo consisteva in una doppia lettura della mammografia, effettuata da due radiologi. Da oggi l’Italia fa un passo avanti, aderisce alle indicazioni europee e ne propone una nuova che suggerisce che non tutte le mammografie di screening debbano sempre essere analizzate da due diversi radiologi – spiega Silvia Deandrea, presidente nazionale Gisma -. Passare dall’impiego di due radiologi a solo uno comporta indubbi vantaggi visto anche la scarsità di personale medico-sanitario che lavora nelle nostre strutture. In particolare, molte regioni non riescono ancora ad estendere lo screening mammografico a tutte le donne tra i 45 ai 49 anni e dai 70 ai 74 anni anche per mancanza di risorse umane».

L’intelligenza artificiale i campo anche per trovare lesioni

Nel nuovo documento italiano è contenuta un’altra raccomandazione che recepisce le novità già introdotte nelle ultime linee guida europee sullo screening mammografico: suggerisce di aggiungere, dopo un primo doppio parare positivo umano, l’uso dell’IA per aumentare le possibilità di trovare lesioni. Ci sono così maggiori probabilità di scoprire neoplasie in stadio precoce.