di
Sara Gandolfi
Drammatico scambio tra il macchinista dell’Iryo deragliato e il centro di controllo. Il ministro ammette: segni di abrasione anche su treni passati prima su quel binario. Il leader dell’opposizione, dopo il nuovo incidente in Catalogna: «Questo è troppo»
Polemiche in Spagna sulla sicurezza della rete ferroviaria, dopo i tre incidenti in appena tre giorni, che hanno provocato finora un totale di 43 vittime accertate.
I media hanno diffuso l’audio di due conversazioni telefoniche intercorse, domenica sera, fra il macchinista del treno Iryo deragliato ad Adamuz e il centro di controllo dell’Adif a Madrid.
Il primo avvisa di aver subito «un intoppo», quindi in una seconda chiamata avverte che «il treno è deragliato e sta invadendo il binario adiacente». Chiede di interrompere «urgentemente» il traffico. La risposta che arriva dal controllore dell’ente che gestisce l’infrastruttura ferroviaria è agghiacciante, con il senno di poi: «Non c’è nessun treno in arrivo».
La conversazione, registrata nella scatola nera del treno Iryo, dimostra che inizialmente non si era accorto dell’impatto con il treno Alvia.
Le prime indagini rivelano che il treno Iryo proveniente da Malaga presenta segni di sfregamento sulle ruote dei primi cinque vagoni transitati prima del deragliamento, alcuni piccoli come una moneta, che confermerebbero il cedimento dei binari al chilometro 318 della linea Madrid-Siviglia, dove si è verificato il tragico incidente, che ha causato 42 morti.
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Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha anche riconosciuto la scoperta di abrasioni insolite, compatibili con quelle presenti sul treno di Iryo, anche «sui due o tre treni transitati prima dell’incidente». Il che avvalorerebbe la tesi che la causa del deragliamento sia il deterioramento e la rottura dell’infrastruttura ferroviaria e non un difetto del treno stesso.
I macchinisti spagnoli hanno proclamato uno sciopero generale dopo la morte di due colleghi in sole 48 ore – ad Adamuz e martedì sera a Gelida (bilancio, un morto e 37 feriti, di cui cinque gravi). A seguito di entrambi gli incidenti, il sindacato Semaf chiede «garanzie di sicurezza e affidabilità della rete» e definisce «inaccettabile» il deterioramento del sistema ferroviario.
Nel frattempo, Adif ha già revocato, mercoledì mattina presto, il limite di velocità temporaneo di 160 km/h, imposto il giorno precedente sulla linea ad alta velocità Madrid-Barcellona. Tuttavia, il limite di 230 km/h rimane in vigore in quattro punti, che saranno ispezionati durante il prossimo controllo di manutenzione.
Per quanto riguarda l’incidente in Catalogna, il governo catalano (Generalitat) conferma che il deragliamento è stato provocato da una frana, dovuta ai forti temporali dei giorni scorsi nella regione.
Sui media e sui social esplode la polemica, dopo il secondo incidente ferroviario mortale in appena tre giorni. La breve tregua politica che ha circondato la tragedia del treno in Andalusia non durerà a lungo. Nel Partito Popolare, all’opposizione, cresce la pressione interna affinché il segretario Alberto Núñez Feijóo lanci un duro attacco al governo socialista. Lui martedì mattina, dopo il nuovo incidente in Catalogna, si è limitato a scrivere su X: «Questo è troppo».
Si aspettano, ora, nuovi pesanti strali da Santiago Abascal, leader del partito di estrema destra Vox, che nei giorni scorsi ha accusato il premier socialista Pedro Sánchez di guidare un «governo mafioso».
I giornali di destra sottolineano che gli incidenti ferroviari sono più che raddoppiati da quando Sánchez è entrato in carica nel 2018 e che il suo governo avrebbe dovuto attuare una direttiva europea per rafforzare la sicurezza delle infrastrutture ferroviarie ben 15 mesi fa. Nel luglio scorso era arrivato l’ultimatum di Bruxelles, inascoltato.
21 gennaio 2026 ( modifica il 21 gennaio 2026 | 16:18)
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