La notizia dell’accordo tra Sony e TCL ha il sapore delle svolte che si capiscono davvero solo col tempo. Oggi appare come una decisione industriale razionale, figlia di margini sempre più compressi, di un mercato feroce e di una competizione globale che non concede tregua. Domani verrà probabilmente ricordata come il momento in cui un marchio simbolo dell’elettronica giapponese ha rinunciato al controllo diretto di uno dei suoi territori più identitari. I televisori non sono mai stati, per Sony, una semplice linea di prodotto. Sono stati una dichiarazione di intenti, il luogo in cui l’azienda ha messo in scena la propria idea di immagine, di suono, di rapporto tra tecnologia e cultura.
L’ingresso di Tcl come socio di maggioranza nella nuova joint venture che gestirà la divisione home entertainment non cancella questa storia, ma la mette sotto una luce diversa. Il marchio resta, la tecnologia continua a evolvere, ma il centro di gravità si sposta. È il segno dei tempi, di un’industria che ha cambiato geografia e linguaggio. Ed è anche l’occasione per interrogarsi su ciò che Sony ha rappresentato davvero nel mondo dei televisori, al di là delle quote di mercato e dei bilanci.
Per più di mezzo secolo, alcuni modelli Sony non si sono limitati a seguire il mercato, lo hanno guidato. Hanno imposto standard, anticipato soluzioni, spesso costretto i concorrenti a rincorrere. Dal tubo catodico al Full HD, dal local dimming all’Oled, ogni grande transizione dell’home video ha avuto almeno un televisore Sony come punto di riferimento. Non sempre il più venduto, quasi mai il più economico, ma spesso quello che definiva l’idea stessa di qualità.
Ripercorrere questi modelli oggi non è un esercizio di nostalgia, ma un modo per capire cosa rischia di andare perduto quando un marchio smette di essere un centro decisionale autonomo. Ma è anche un modo per misurare la distanza tra un’epoca in cui il televisore era un oggetto destinato a durare anni e a segnare una generazione, e un presente in cui l’innovazione corre veloce e la memoria si accorcia.