Davos (Svizzera), 21 gennaio 2026 – Come una tranquilla cena in famiglia che d’improvviso si trasforma in una mezza rissa (quantomeno verbale). Solo che qui i convitati non erano parenti ma i giganti della finanza, uomini fra i più ricchi e potenti del mondo, e politici di altissimo livello. Una cena con un’atmosfera che ci si potrebbe aspettare, se non austera, almeno molto seria e formale (anche se fra ricchi non mancano mai pacche sulle spalle). Qualcosa non è andato come doveva e fra un antipasto a base di caviale (possiamo immaginare) e un primo all’altezza di uno chef pluristellato, qualche boccone è andato di traverso. E a mandarlo di traverso è stato Trump. Certo, non direttamente (visto che il presidente Usa non era fra i commensali) ma per interposta persona. A risultare indigesto è quello il tycoon sta facendo a livello economico-politico globale. Le sue politiche, insomma.

La cena finita nel caos
Quella che doveva essere una tranquilla cena di lavoro tra i giganti della finanza mondiale, a margine del World Economic Forum (Wef) di Davos, si è trasformata in un duro confronto fra i partecipanti.
Il padrone di casa era Larry Fink, co-presidente del Wef e ceo di Black Rock, il più grande gestore di fondi al mondo con un patrimonio totale superiore a 11.500 miliardi di dollari (fine 2024). Ospite il segretario americano al Commercio, il teorico dei dazi Howard Lutnick.

Il segretario al Commercio Howard Lutnick con Donald Trump durante il primo annuncio dei dazi globali
Fischi a Lutnick
Ma a quanto riferito dal Financial Times, l’evento esclusivo in programma ieri sera è finito nel caos. Lutnick è stato contestato e interrotto mentre sosteneva le sue tesi combattive, quelle che ieri mattina aveva affidato proprio a Ft. “Siamo qui a Davos per chiarire una cosa: con il presidente Trump, il capitalismo ha un nuovo sceriffo in città“, aveva detto al quotidiano. Ma quelle stesse parole non sono state accolte con grande entusiasmo dai big della finanza. Anzi, secondo Financial Times, il ministro si è dovuto fermare. Fischi, contestazione: in molti si sono messi a ridere e alcuni hanno lasciato la sala, nonostante il tentativo di Fink di riportare la calma.
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Alla cena anche la Lagarde: si alza e se ne va
Alla cena ha partecipato anche Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea. Anche lei avrebbe lasciato la cena organizzata da BlackRock in anticipo. Non è chiaro se abbia lasciato la sala in segno dimostrativo contro Lutnick o se sia andata via per altri impegni personali. Certo è che la sua uscita anticipata non è passata inosservata nel momento della contestazione al Segretario al Commercio dell’amministrazione Trump. Alcuni presenti hanno però riferito di una Lagarde fortemente contrariata dalle parole di Lutnick che avrebbe, a quel punto, lasciato la cena. La Bce, contattata da dall’agenzia Ansa per un commento sulla vicenda, non ha rilasciato dichiarazioni in merito.

Christine Lagarde, presidente della Bce
Le parole di Lutnick: fischi e applausi dalla sala
Lutnick, ultimo oratore della serata, ha attaccato duramente le politiche energetiche europee, definendo il continente “sempre meno competitivo” sullo scenario globale. “Non siamo qui per difendere lo status quo, ma per cambiarlo”, aveva scritto Lutnick in un editoriale sul Financial Times lo stesso giorno, anticipando il tono aggressivo che avrebbe adottato a Davos. Secondo quanto riportato dalla fonte, le critiche di Lutnick sono state percepite come una risposta diretta alle dichiarazioni di Lagarde e di altri leader europei, che durante il Forum avevano difeso la coesione e la solidità finanziaria del blocco continentale. Mentre una parte del pubblico applaudiva, sottolineando la forza degli Stati Uniti sotto la presidenza Trump, un’altra fazione avrebbe reagito con fischi e disapprovazione. Lagarde, visibilmente infastidita, si è alzata e ha lasciato la sala durante la parte più accesa del discorso. Un portavoce di Lutnick ha minimizzato l’episodio, affermando che “solo una persona ha fischiato” e che “nessuno ha lasciato la sala in fretta”.
Chi è Lutnick, il teorico dei dazi di Trump
Howard Williams Lutnick è un imprenditore e dirigente d’azienda statunitense, Segretario al Commercio degli Stati Uniti d’America nella seconda amministrazione Trump dal 21 febbraio 2025. In precedenza, Lutnick è stato CEO e presidente della Cantor Fitzgerald e del BGC Group.
È stato uno dei principali finanziatori per le campagne presidenziali del 2020 e del 2024 di Donald Trump, Nel novembre 2024 il neopresidente eletto Trump lo ha designato come Segretario al Commercio, la cui nomina è stata in seguito confermata dal Senato con 51 sì e 45 no il 18 febbraio 2025, entrando in carica tre giorni dopo. E’ considerato il teorico dei dazi di Trump. Compare infatti accanto al presidente Usa nella conferenza diventata arcinota nel corso della quale Trump mostra il tabellone con i dazi applicati ai singoli stati a livello globale. In quell’occasione fu proprio lui a passare il tabellone con l’elenco degli stati e delle cifre dei dazi.
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