Più screening per le donne
Con questa svolta clinico organizzativa, avvisano ancora dal Gisma, possono anche migliorare complessivamente i carichi di lavoro e i tempi di attesa.
Passare quindi dall’impiego di due radiologi a solo uno comporta indubbi vantaggi vista anche la scarsità di personale medico-sanitario.
«In un contesto come quello italiano, dove si registra una mancanza cronica di specialisti radiologi, è un’ottima notizia – prosegue Deandrea -. In particolare, molte Regioni non riescono ancora a estendere lo screening mammografico a tutte le donne tra i 45 ai 49 anni e dai 70 ai 74 anni anche per mancanza di risorse umane.
Grazie all’IA sarà quindi possibile allagare l’offerta di un percorso di screening gratuito a tutte le persone aventi diritto, così come raccomandato a livello italiano ed europeo».
A caccia di neoplasie precoci
Nel nuovo documento italiano sono contenute altre due raccomandazioni che recepiscono le novità già introdotte nelle ultime Linee Guida europee sullo screening mammografico.