Milano, 21 gennaio 2025 – Eleonora Palmieri si avvicina a casa. La 29enne di San Giovanni in Marignano (Rimini), rimasta ferita nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana e ricoverata finora nell’ospedale milanese di Niguarda, è stata trasferita al Bufalini di Cesena, struttura romagnola all’avanguardia nel campo della dermatologia e in particolare del recupero da ustioni molto gravi.

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Michele de Pascale: “Grazie, Niguarda”

“Grazie all’ospedale Niguarda di Milano, a tutte e tutti suoi professionisti che finora hanno garantito le cure a Eleonora Palmieri, come a molti dei feriti italiani”, ha commentato in una nota il presidente della Regione Emilia Romagna, Michele de Pascale. “A Eleonora Palmieri l’abbraccio di tutta la comunità dell’Emilia-Romagna. In queste settimane tutte e tutti noi abbiamo sperato che le sue condizioni migliorassero per consentire un trasferimento. Da oggi è all’ospedale Bufalini di Cesena, uno dei due centri regionali per i grandi ustionati di eccellenza internazionale, insieme a quello di Parma. Sarà seguita da professioniste e professionisti di primo livello dove poter proseguire il proprio percorso di cura e recupero” ha aggiunto de Pascale.

Il Centro Grandi Ustionati di Cesena

Il Centro Grandi Ustionati di Cesena, specializzato in patologie che richiedono cure particolarmente estensive, esegue oltre 600 interventi all’anno e ogni anno ricovera in media 110 pazienti. Diretto dal professor Davide Melandri, è hub regionale e sovraregionale di alta specialità per le ustioni (anche pediatriche), accogliendo pazienti gravemente ustionati o affetti da gravi e rare patologie dermatologiche.

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In particolare, il Centro Grandi ustionati dispone di 10 posti letto ed è particolarmente studiato per proteggere i malati dal pericolo di infezioni, grazie alla presenza di letti ad aria, fluidizzati e riscaldati, di una vasca di balneazione dedicata alla pulizia delle ferite fino al controllo della carica microbica ambientale, della temperatura e umidità, attraverso sistemi di condizionamento e ricircolo. Vi operano 8 dermatologi ospedalieri, 2 chirurghi plastici, 1 psicologo, 1 Terapista della riabilitazione, 2 biotecnologi, 1 biologo, 8 Tecnici di laboratorio, 1 caposala, 31 infermieri e 2 operatori sociosanitari.

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Gli altri ricoverati 

Nel frattempo, i medici dell’ospedale Niguarda di Milano hanno risvegliato dalla sedazione profonda Leonardo e Kean, entrambi 16 anni. Comunicano attraverso un computer sul quale possono vedere i videomessaggi di amici e parenti. “Hanno le mani completamente fasciate – ha spiegato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – c’è però questo strumento incredibile che gli permette di dialogare”. Sullo schermo compaiono parole, frasi, simboli e il paziente può toccare le icone con la mano per esprimere emozioni e pensieri. “La mamma gli ha chiesto: ‘come ti senti?’ – ha aggiunto Bertolaso parlando di uno dei ragazzi ricoverati – È comparsa l’icona della paura e lui l’ha spostata, poi quella dell’ansia e l’ha spostata”. Stessa scelta con il simbolo del dolore e della preoccupazione. “Poi è comparsa quella della felicità e l’ha cliccata. Devo dire che mi sono molto emozionato”.

Tra gli altri pazienti che si trovano a Niguarda, Francesca, una ragazza, è stata sottoposta all’ennesima operazione. Anche Manfredi, 16enne romano, subirà un nuovo intervento “entro la settimana”, come ha fatto sapere il padre Umberto. “Siamo soddisfatti di come stanno andando le cose – ha aggiunto Bertolaso -. La gestione delle ustioni è la più complessa che ci sia, ed è aggravata dalle complicazioni polmonari. Adesso aspettiamo di dire che tutti i ragazzi sono fuori pericolo. È l’annuncio che vorrei dare il prima possibile”.