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l presidente degli Stati Uniti Donald Trump è ripartito da Washington verso il Forum economico mondiale di Davos, dopo che un problema elettrico aveva costretto il suo aereo presidenziale a rientrare alla base di Andrews. Trump e il suo entourage hanno cambiato velivolo e sono decollati di nuovo poco dopo la mezzanotte, le 6 di mattina italiane, con circa due ore e mezza di ritardo sulla tabella di marcia, con possibili ripercussioni sul programma di Trump per la giornata in Svizzera. L’Air Force One era diretto in Svizzera quando ha invertito la rotta «per un eccesso di prudenza», dopo che l’equipaggio aveva individuato un’anomalia elettrica poco dopo il decollo. Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca alla Cnn, alcune luci della cabina non funzionavano. Karoline Leavitt.
APPROFONDIMENTI
Cosa è successo
La Casa Bianca non ha riferito di possibili cambi di programma per il presidente a Davos, ma diversi media americani prevedono uno slittamento del suo discorso, attualmente in programma alle 14.30. Secondo i giornalisti al seguito del presidente, citati da Cnn, Trump ha preso posto sul nuovo velivolo mentre sul primo Air Force One si registrava una notevole e inusuale concitazione: diversi membri dello staff sono stati visti scendere con i bagagli, mentre l’equipaggio si trasferiva in fretta scatole di frutta, panini confezionati e bevande da un aereo all’altro. A terra, gli operatori hanno scaricato circa una dozzina di valigie caricandole su un camion. Sui monitor di bordo era intanto in onda Fox News, con un sottopancia dedicato proprio al problema elettrico del velivolo. È la seconda volta in pochi mesi che Trump è costretto a ricorrere a un mezzo di riserva: lo scorso settembre, durante la visita nel Regno Unito, il presidente e la first lady Melania Trump dovettero salire su un elicottero di supporto dopo che quello su cui viaggiavano aveva avuto un guasto idraulico ed era stato costretto ad atterrare in un aeroporto locale, provocando un ritardo nell’arrivo a Stansted prima del rientro negli Stati Uniti.
Groenlandia a Davos
Intanto, Trump ha fatto sapere che «probabilmente riusciremo a trovare una soluzione» con l’Europa «possibilmente anche a Davos nei prossimi giorni». Il tycoon lo ha detto in un’intervista a NewsNation rispondendo a una domanda sulla Groenlandia. «Hanno un disperato bisogno di quell’accordo con noi. Hanno lottato duramente per ottenerlo. Abbiamo in programma incontri con molti sulla Groenlandia a Davos. Credo che le cose andranno molto bene», aveva aggiunto il presidente americano alla Casa Bianca, secondo cui i Paesi che si oppongono ai suoi piani sull’isola dell’Artico rispetteranno gli impegni finanziari assunti con gli Stati Uniti.