di
Maria Volpe
«Diffamazione e minacce»: chiesta misura preventiva dopo le puntate di «Falsissimo» su Alfonso Signorini
Una tempesta che non si placa. Anzi. Ieri Mediaset ha denunciato in Procura, a Milano, Fabrizia Corona per diffamazione e minacce nei confronti dei vertici dell’azienda e di conduttori di note trasmissioni tv. E ha anche chiesto alla Dda (Direzione distrettuale antimafia) di attivarsi per ottenere una misura di prevenzione, cioè vietare all’ex agente fotografico, l’uso dei social e di altre piattaforme e l’utilizzo del cellulare per divulgare contenuti come quelli che sta diffondendo nelle ultime settimane. Fonti vicine a Mediaset fanno sapere che la denuncia presentata in sede penale è stata proposta soprattutto a tutela della reputazione stessa del Gruppo, degli assets patrimoniali, artistici e contenutistici, oggetto degli attacchi e delle minacce di Corona. Un’azienda quotata in borsa deve pensare anche ai suoi azionisti. Quindi un’azione che prescinde dalla posizione di Signorini che, autosospesosi da Mediaset, si è attivato con i suoi legali a tutela della sua posizione.
Certo è che nè lui, nè la tv di Cologno Monzese hanno gradito le puntate di «Falsissimo», format online dell’ex re dei paparazzi, nel quale si attaccano volti tv per arrivare a parlare di un presunto «sistema Signorini».
Nelle prime due puntate Corona ha parlato di presunti episodi di abusi che avrebbero visto protagonista il conduttore del «Grande Fratello» e ha annunciato — per la puntata in programma il prossimo 26 gennaio — nuove rivelazioni su di lui e su altri volti noti di Mediaset (pare ci sia anche Samira Lui, valletta di Gerry Scotti a «La Ruota della Fortuna»).
E proprio oggi pomeriggio è fissata l’udienza al Tribunale civile di Milano — dopo il ricorso d’urgenza degli avvocati di Signorini, Domenico Aiello e Daniela Missaglia — per riuscire a bloccare la messa in onda online della prossima puntata di «Falsissimo».
L’ex re dei paparazzi, come previsto, non si ferma. E rilancia: «Ormai è guerra, ve l’ho detto, trattative non ne facciamo. Racconterò tutta la verità anche su di voi, che coprite lui, per coprire voi. Per fermarmi mi dovete sparare». E dunque oggi grande attesa in Procura. Secondo i difensori di Signorini, «la pubblicazione di ulteriori contenuti diffamatori comporterebbe un irreversibile aggravamento del danno subito da Signorini. Quando il danno si sarà compiuto, non ci sarà più nulla da fare, con effetti devastanti sulla vita personale e professionale del ricorrente, che è già stato costretto a sospendere ogni sua attività con effetti devastanti sulla sua integrità psicofisica».
Non è d’accordo l’avvocato Ivano Chiesa, storico legale di Corona. Che commenta: «Sono veramente basito. La censura non c’è più in Italia dal 1946».
21 gennaio 2026 ( modifica il 21 gennaio 2026 | 19:29)
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