Pogacar in maglia gialla all’undicesima tappa del Tour de France (Foto A.S.O. Billy Ceusters)
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Il dominio apparentemente incontrastabile di Tadej Pogacar nel ciclismo mondiale suscita meraviglia e, al tempo stesso, interrogativi sulla sua durata. A provare a dare una prospettiva temporale a questo strapotere è stato Pedro Delgado, ex vincitore del Tour de France e della Vuelta.
In un’intervista a MARCA, “Perico” ha fornito una stima precisa: «Credo che Pogacar sia al suo picco. Lo ha raggiunto l’anno scorso. Secondo la mia esperienza, puoi mantenere questo picco per tre anni senza problemi. Quest’anno e nel 2027 continuerà a essere inarrestabile».
Delgado ha però notato un possibile segnale di fatica mentale: «Nell’ultimo Tour l’ho visto diverso, non tanto spontaneo come sempre. Fisicamente ha ancora due anni a questo livello: il 2026 e il 2027. Nel 2028 vedremo».
Il problema, secondo l’ex campione spagnolo, non sarà solo un suo eventuale calo, ma l’ascesa degli altri: «A volte non peggiori tu, sono gli altri che migliorano. Al livello attuale, ci sono corridori che stanno migliorando passo dopo passo. Può essere raggiunto da Juan Ayuso o da altri. Un leggero calo di Pogacar permetterebbe ad altri di arrivare al suo livello».
Infine, Delgado ha stilato una gerarchia dei rivali: «Ho sempre detto che Pogacar è due gradini sopra gli altri. Vingegaard è un gradino sotto di lui, però uno sopra gli altri, come Evenepoel». Ha anche espresso curiosità per la crescita di Florian Lipowitz, di cui vorrebbe «vedere se fa un altro passettino in avanti».