di
Flavia Fiorentino

L’amica di famiglia: l’avevo visto meno di un mese fa, è stato un colpo durissimo. A me e alle mie figlie mancherà il suo affetto. Insieme abbiamo girato il mondo

«Ho perso un grande amico. Quel tipo di amico che scegli e che diventa parte della tua famiglia. Ho passato accanto a Valentino quasi 40 anni della mia vita. Nel cuore mi rimane soprattutto un senso di gioia: abbiamo condiviso anche momenti difficili ma le tante risate insieme superano di molto le lacrime». Georgina Brandolini d’Adda, origini franco-brasiliane, principessa e contessa di Valmareno (titolo ottenuto per aver sposato nel 1975 Rodrigo Brandolini d’Adda, nipote di Gianni Agnelli), è stata sempre accanto allo stilista appena scomparso, come assistente e collaboratrice. Ieri ha trascorso tutto il pomeriggio a vegliare la sua bara nella camera ardente allestita a piazza Mignanelli, accanto ai familiari più stretti.

Quando ha visto Valentino l’ultima volta?
«Meno di un mese fa, ero venuta a trovarlo da Parigi, siamo stati a colazione insieme, abbiamo chiacchierato di tante cose, normalmente. Non avrei mai pensato che non l’avrei più rivisto. Quando Giancarlo mi ha chiamato per darmi la notizia è stato un colpo durissimo, non si è mai pronti. Ci legava un affetto profondo: lui è stata la prima persona che è venuto a trovarmi quando sono nate le mie bambine. Domani Coco e Bianca saranno qui e resteremo fino a sabato anche per i funerali. Loro lo adoravano, fin da piccole venivano con me a tutte le sfilate…».



















































Come vi siete conosciuti ?
«Al Carnevale di Rio, per caso. Avevamo un’amica in comune che ci ha presentato, io non avevo voglia di frequentare l’università come voleva mio padre, così lui mi prese nel suo atelier a fare uno stage».

Lo stilista e l’uomo nella quotidianità?
«Una persona gentile, dolce, molto alla mano, a differenza di come si possa immaginare: quando le persone lo fermavano per strada lui non si negava mai, aveva sempre un sorriso e una parola per tutti. Sul lavoro era severissimo. Se qualcosa non andava, cominciava a urlare, poi dopo 5 minuti gli passava …».

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Cosa amava fare nel tempo libero?
«Era curioso, amava viaggiare, conoscere culture diverse. Abbiamo girato il mondo insieme e siamo stati in Cina quando era sconosciuta all’Occidente. Adorava il mare, andavamo in barca, ma se doveva scegliere un film preferiva la commedia, mentre a me piacciono i thriller. Era un buongustaio e i suoi cuochi lo coccolavano. Lo sport invece lo interessava meno e non mi sembra lo abbia mai praticato, a parte le lunghe nuotate dalla barca».

Che cosa le ha insegnato?
«L’eleganza».


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22 gennaio 2026 ( modifica il 22 gennaio 2026 | 11:51)