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Dal Vesuvio al Tour de FranceNon è una metafora. È una firma.

La nuova maglia della Visma | Lease a Bike, il team che domina il ciclismo mondiale, nasce anche a Boscoreale, provincia di Napoli. Lì dove è cresciuto Francesco Matrone, designer campano oggi tra i riferimenti internazionali nel rapporto tra design, performance e identità sportiva.

APPROFONDIMENTI


Oggi quella maglia veste Jonas Vingegaard, Wout van Aert, Marianne Vos.

Campioni assoluti, simboli di un ciclismo che corre al limite. E racconta una verità semplice: il talento non ha geografia, ma metodo.“Sono cresciuto in periferia, con il bisogno di distinguermi”

«Sono cresciuto in periferia, a Boscoreale, con il bisogno costante di distinguermi dalla massa».
Non è una posa. È una dichiarazione di origine.

La periferia, per Matrone, non è mai stata un alibi. È stata un acceleratore. Notti di studio, rifiuto delle scorciatoie, ossessione per l’unicità. Un’idea di design che nasce lontano dalle mode e vicino alla funzione.

«Il design non è decorazione. È identità, messaggio, prestazione».

Gli assi Jonas Vingegaard e Wout Van Aert

Quando il ciclismo incontra il design

La svolta arriva con il ciclismo. La collaborazione con il maglificio Letizia (SL2) apre un varco: la grafica smette di essere superficie e diventa strumento tecnico. Dal 2019 prende forma una figura nuova, oggi sempre più centrale: il ciclodesigner.

Velocità, aerodinamica, spirito di squadra diventano linguaggio visivo. Non estetica fine a se stessa, ma segni che devono funzionare a 60 all’ora.

La Visma come punto più alto

La nuova divisa Visma | Lease a Bike rappresenta il vertice di questo percorso.

«Nel WorldTour il design deve essere essenziale, intenzionale, immediatamente riconoscibile. Ogni elemento deve funzionare anche ad alta velocità».

Un lavoro costruito insieme a Nimbl, brand italiano che con questa operazione entra ufficialmente nel ciclismo di vertice come fornitore tecnico. Non una sponsorizzazione, ma una scelta industriale.

«L’abbigliamento completa il nostro ecosistema di performance», spiega Francesco Sergio, Managing Director e Co-Founder di Nimbl.

Qui il design dialoga con dati, galleria del vento, feedback degli atleti, in una filosofia della sottrazione che è l’esatto contrario del rumore.

Vincere, ma tornare indietro

La grandezza di questa storia è che non si ferma al successo. Matrone porta la sua esperienza anche nel ciclismo giovanile, come dirigente del Team Giunigor B. Bike, progetto voluto da Giuseppe Bottino.

Un’idea chiara: portare professionalità, cultura visiva e identità anche nel ciclismo di base. Perché il futuro non si improvvisa, si prepara.

Il designer vesuviano Francesco Matrone

Spreenta: il ciclismo come linguaggio

Con la sua agenzia Spreenta, Matrone costruisce identità a 360 gradi: kit, comunicazione, storytelling. WorldTour o squadre amatoriali, il metodo non cambia.

«Il ciclismo non è solo uno sport. È un linguaggio visivo, un’identità da indossare, una storia da raccontare».

La Campania che corre davanti

Mentre qualcuno continua a raccontare il Sud come un problema, c’è una Campania che firma i campioni del mondo. Senza folklore. Senza retorica. Con competenza.

Oggi Vingegaard, Van Aert e Vos corrono con un pezzo di Boscoreale addosso.
E forse è questa la vera vittoria: dimostrare che la periferia, quando ha visione, arriva prima.