di
Paola De Carolis

Il 19enne ultimogenito di Donald e Melania Trump avrebbe salvato da violenza domestica una donna conosciuta sui social: la telefonata da oltreoceano alla polizia fatta stentire durante il processo

LONDRA – Si erano conosciuti attraverso i social e quando lui ha visto che lei veniva aggredita dal suo ex boyfriend, ha alzato il telefono e, dagli Usa, ha allertato la polizia di Londra. È la vicenda in cui è coinvolto il figlio di Melania e Donald Trump, Barron, 19 anni, che dall’altra parte dell’oceano sarebbe intervenuto in un caso di violenza domestica nella capitale britannica.

I fatti sono emersi durante una causa che si sta svolgendo a Snaresbrook, appena fuori Londra, nella quale un cittadino russo, Matvei Rumiantsev, 22 anni, è accusato di duplice stupro, di atti violenti e di aver ostacolato il corso della giustizia. Durante le udienze è stata fatta sentire la telefonata di Trump junior, il 18 gennaio 2025 alle 2:23 am, ai servizi d’emergenza. «Ho appena ricevuto una chiamata da una ragazza che conosco. La stanno picchiando», si sente. Quando Barron rifiuta di rispondere ad alcune domande, l’operatore lo sgrida: «Può per favore smettere di essere maleducato. Risponda alle mie domande. Se vuole aiutare questa persona, deve rispondere in modo chiaro e preciso, grazie. Allora, come la conosce?»



















































E’ così che si scopre che Barron aveva conosciuto la donna – di cui non è stato diffuso il nome – attraverso i social. Barron risponde: «La stanno picchiando violentemente e mi ha telefonato circa otto minuti fa, chissà cosa è successo ora… E mi dispiace se non sono stato educato».

Dalle telecamere degli agenti che sono entrati in azione dopo la telefonata del figlio del presidente Usa, si vede la donna che dichiara di essere «un’amica di Barron Trump, il figlio di Donald Trump». Rumiantsev, sostiene la donna, era geloso di qust’amicizia. L’avrebbe stuprata due volte, la prima nel novembre 2024, la seconda il 18 gennaio 2025, poco prima della chiamata di Barron, che alla donna è sembrata «un segno di Dio». «Mi ha salvato la vita», ha detto.

L’avvocata della difesa ha accusato la donna di essersi inventata le violenze e di non essere mai stata stuprata dal suo cliente.

22 gennaio 2026