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Giuliana Ferraino, inviata a Davos

Il miliardario sbarca al Wef dopo anni di critiche: «Nel 2030 l’AI sarà più intelligente dell’intera umanità». E prevede i robotaxi in Europa da febbraio

DAVOS. Nel futuro di Elon Musk ci saranno più robot che persone. O almeno questo è lo scenario che il miliardario ha messo sul tavolo al suo debutto assoluto al World Economic Forum di Davos, davanti a una sala plenaria strapiena e a centinaia di smartphone sollevati per filmarlo. Milioni di umanoidi impegnati a badare ai bambini, accudire gli anziani, lavorare nelle fabbriche, mentre gli esseri umani si liberano dalla scarsità di manodopera. «Se hai un robot che si prende cura dei tuoi genitori anziani sarebbe fantastico. E credo che succederà presto», ha detto, spiegando che in uno scenario «benigno» la combinazione di intelligenza artificiale e robotica potrebbe «saturare tutti i bisogni umani».

Comincia così, con la visione di un futuro domestico popolato da milioni di umanoidi, lo show di Elon Musk, che arriva per la prima volta assoluta al World Economic Forum, evento che per anni ha snobbato su X definendolo «noioso» e paragonandolo a un «governo mondiale non eletto». In t-shirt nera sotto la giacca, l’uomo più ricco del mondo ha dialogato con Larry Fink, ceo di BlackRock e suo amico personale. E’ stato lui a convincerlo a partecipare in qualità di co-presidente del Wef a interim.  



















































Musk ha subito ironizzato sul Board of Peace, il Consiglio della Pace lanciato in mattinata dal presidente Donald Trump per Gaza: «È un consiglio per la pace o per la conquista? Parliamo di peace o di piece?, dice giocando con l’assonanza in inglese della parola pace e pezzo.  Un pezzo di Groenlandia, un pezzo di Venezuela?», ha scherzato, prima che Fink riportasse subito la conversazione su terreni meno scivolosi.

Il cuore dell’intevento dell’uomo più ricco dle mondo è la sua ossessione di «massimizzare la probabilità che la civiltà abbia un grande futuro». SpaceX serve, ha spiegato, a «estendere la coscienza oltre la Terra». «La vita e la coscienza sono estremamente rare. Siamo una candela flebile in un grande spazio buio e dobbiamo assicurarci che non si spenga», ha detto. Da qui la spinta verso altri pianeti, Marte compreso: servono «sei mesi di viaggio per raggiungerlo, sei mesi per tornare» sulla Terra, precisa . «Voglio morire su Marte, ma non nell’impatto», dice suscitando le risate del pubblico.

Il pilastro terrestre di questa visione è la combinazione tra AI e robotica. Musk ha avvertito che bisogna stare attenti a non finire in un film di James Cameron, «non vogliamo Terminator», ma ha ribadito di essere «molto ottimista». E Tesla inizierà a vendere il suo robot umanoide Optimus al pubblico entro il 2027, mentre già entro fine anno sarà in grado di svolgere compiti più complessi nelle fabbriche. La sua profezia (un po’ inquietante per la verità: entro pochi anni, «ci saranno più robot che persone».

Anche le auto cambieranno volto. I robotaxi a guida autonoma saranno «molto diffusi entro fine anno negli Stati Uniti» e Tesla punta a ottenere «la licenza per circolare in Europa già dal prossimo mese», ha detto Musk, aggiungendo che in azienda il software viene aggiornato «a volte una volta alla settimana».

Il vero collo di bottiglia dell’AI non sono i chip, è l’energia. «Potremmo produrre più processori di quanti ne possiamo usare», ha avvertito. La Cina, ha notato, ha un enorme vantaggio csull’energia solare. La risposta di Musk è guardare allo spazio: SpaceX e Tesla stanno lavorando a pannelli solari orbitali, cinque volte più efficienti, da lanciare nei prossimi tre anni. «Potresti alimentare interi Paesi», ha detto, citando la Spagna e  la Sicilia o lo Utah come luoghi dove l’Europa e gli Stati Uniti si potrebbero concentrare la loro produzione di energia solare.

Musk non ne parla, ma proprio SpaceX si prepara a una Ipo che potrebbe diventare la più grande della storia, superando i 29 miliardi di dollari raccolti da Saudi Aramco nel 2019. Quattro colossi di Wall Street (Bank of America, Goldman Sachs, JPMorgan Chase e Morgan Stanley) sarebbero in lizza per i ruoli principali nell’operazione che potrebbe valutare la società attorno agli 800 miliardi di dollari, secondo il Financial Times,

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, Musk ha riconosciuto che i modelli open source sono ormai «solo un anno indietro» rispetto a quelli chiusi, ha stimato. Prima di sganciare la vera bomba: entro il 2030 l’AI sarà «più intelligente dell’umanità nel suo insieme», sentenzia.

Prospettiva apocalittica che però Musk alla fine smorza con una battuta:  «Meglio essere ottimisti e sbagliarsi, che pessimisti e avere ragione». E l’uomo più ricco del mondo si dichiara molto ottimista sul futuro. 

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22 gennaio 2026