di
Simona De Ciero

Si chiama «Museo Benessere: percorsi di cura attraverso l’arte e la cultura» ed è l’iniziativa sperimentale avviata dall’Asl To3

Il medico non ti prescrive più soltanto le pillole, ora può mandarti anche al museo. Succede davvero, e non è una provocazione. In Piemonte l’arte entra ufficialmente nei percorsi di cura grazie a un progetto che trasforma musei e regge in veri e propri alleati della salute psicofisica. Si chiama «Museo Benessere: percorsi di cura attraverso l’arte e la cultura» ed è l’iniziativa sperimentale avviata dall’Asl To3 che introduce la prescrizione sociale nella sanità territoriale. In pratica, accanto ai farmaci i medici di Medicina Generale possono prescrivere – tramite ricetta bianca – visite museali, laboratori artistici e attività esperienziali inserendole nel piano di cura personalizzato dei pazienti fragili. 

Il progetto nasce dall’evoluzione di «Oulx: in arte salus» e coinvolge due eccellenze culturali del territorio: il Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea e la Reggia di Venaria, già da anni impegnati in iniziative che intrecciano cultura e salute. L’obiettivo è chiaro: portare i pazienti fuori dall’ambulatorio e dentro luoghi capaci di generare benessere, relazione e stimolazione emotiva. A sostenere l’iniziativa è la Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito del Cantiere Cultura e Salute 2025. Ma a legittimare scientificamente il progetto è anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che in un rapporto del 2019 – basato su oltre 3 mila studi internazionali – riconosce alle arti un ruolo chiave nella prevenzione, nel supporto psicologico, nella gestione delle malattie croniche e nel miglioramento della qualità della vita. Medici adottano questo sistema anche a Torino.



















































Le esperienze culturali, infatti, attivano processi cognitivi, emotivi e sociali in grado di ridurre ansia, isolamento sociale e depressione lieve-moderata. Museo Benessere si inserisce pienamente nel modello di sanità di prossimità che sarà al centro delle Case della comunità. È stato ideato dal personale infermieristico del Distretto Val Susa Val Sangone ed è il risultato di un lavoro multiprofessionale che coinvolge medici, infermieri, psicologi, operatori della promozione della salute, artisti, insegnanti e associazioni locali. Il polo sanitario di Oulx, negli ultimi anni, si è trasformato in uno spazio d’arte permanente, aperto alla comunità. Il progetto è rivolto a adulti e anziani soli, persone con fragilità psicologiche, disabilità intellettive lievi, patologie croniche o vulnerabilità sociali. 

Dopo la prescrizione del medico e la prenotazione tramite Cup, i pazienti vengono accompagnati dall’équipe sanitaria nei musei in piccoli gruppi. Al termine del percorso è previsto un monitoraggio clinico con valutazione dei risultati. «Con questo progetto – spiega il direttore generale Asl To3 Giovanni La Valle – la sanità territoriale si apre alla comunità e supera il modello tradizionale di cura, riconoscendo all’arte un ruolo attivo nei percorsi di salute». Per Francesco Manacorda, direttore del Castello di Rivoli, «riconoscere l’esperienza artistica come trattamento significa attribuire al museo una funzione di accompagnamento verso il benessere».


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22 gennaio 2026