Il Programma Nazionale Esiti (PNE) 2025, redatto e pubblicato da AGENAS, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, sviluppato dall’Agenzia su mandato del Ministero della Salute, ha l’obiettivo di valutare l’efficacia, la struttura clinico-organizzativa, l’equità di accesso e la sicurezza delle cure garantite dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Dal PNE emerge che il Policlinico Abano di Abano Terme è il primo presidio nella Regione Veneto per casistica operatoria di protesi d’anca con un totale di 1.007 interventi eseguiti nel 2024, di questi 903 per patologie degenerative artrosiche.
Per la struttura aponense, clinica capofila di GOL – Gruppo Ospedaliero Leonardo, questo traguardo mette in evidenza come le competenze professionali, l’organizzazione e l’attenzione alla sicurezza, la programmazione delle attività e le tecnologie robotiche e mininvasive possono offrire concrete risposte di qualità ai problemi di salute dei pazienti.
Il documento evidenzia per l’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia del Policlinico Abano, diretta dal dottor Antonio Camporese, un volume di attività che colloca la struttura aponense oltre che al primo posto nella Regione Veneto anche all’ottavo posto della classifica italiana per la protesica d’anca, poco dietro i grandi gruppi sanitari di rilievo nazionale.
«Siamo orgogliosi del risultato raggiunto grazie all’impegno dei nostri professionisti e ringraziamo tutto il personale per il lavoro svolto con professionalità, passione e dedizione ai pazienti. Dal canto nostro, questi risultati rappresentano la conferma del lavoro delle cliniche di GOL – Gruppo Ospedaliero e degli investimenti, in primis sul capitale umano e poi nelle tecnologie, le più moderne disponibili sul mercato e in grado di proporre un approccio chirurgico mininvasivo che consente una degenza più breve e un recupero post-operatorio più rapido. Non da ultimo, consolidiamo ulteriormente i frutti di un know-how e di protocolli condivisi tra tutte le strutture per assicurare un’offerta sanitaria di alto profilo chirurgico e anche in termini di sicurezza ed efficacia», sottolinea Antonio Petruzzi, amministratore delegato di GOL – Gruppo Ospedaliero Leonardo.
Nel dettaglio, l’équipe del reparto ha effettuato 903 interventi per l’impianto di protesi d’anca in regime programmato per pazienti affetti da grave forme di artrosi con una presa in carico che va dal momento della diagnosi, anche grazie alle più moderne tecnologie di imaging, fino alla riabilitazione post-intervento.
L’offerta sanitaria del Policlinico Abano in questo ambito non è solo caratterizzata da un importante volume d’interventi. La presa in carico del paziente, l’alta specializzazione della prestazione chirurgica, un team affiatato e un’organizzazione rodata da anni di attività hanno consentito di raggiungere altri risultati in termini di qualità del servizio erogato. Il PNE 2024 evidenzia, infatti, il tasso grezzo di revisione a due anni di distanza dall’impianto protesico, un indicatore che misura la longevità e il tasso di fallimento dell’impianto iniziale. Per il Policlinico Abano la percentuale grezza è di 1.24 al di sotto del tasso grezzo medio italiano di 2.12.
«Inoltre, i tassi di instabilità dell’impianto protesico e di infezione protesica – specifica Camporese – sono entrambi ampiamente sotto i riferimenti di letteratura. Non abbiamo avuto nessun espianto per causa infettiva su primo impianto protesico eseguito dalla nostra équipe registrato negli ultimi anni. Questo grazie all’utilizzo routinario della tecnica mininvasiva anteriore, che consente un risparmio tissutale e un ridotto traumatismo delle strutture muscolo tendinee, e in molti casi della piattaforma robotica Mako, che permette di operare con una precisione e un’affidabilità senza pari. Queste metodiche rappresentano il gold standard e l’approccio più moderno alla protesica d’anca».
A questa attività programmata si aggiunge anche quella in urgenza. Nel 2024 sono stati 104 interventi per frattura del collo del femore. In questo caso, si tratta di pazienti giunti al Pronto Soccorso della clinica e operati in urgenza. In particolare, nell’84% dei casi sono stati operati entro le 48 ore dall’accesso in ospedale. Si tratta di un indicatore molto importante, in particolare per i pazienti anziani, per la qualità e la sicurezza delle cure e previsto dalle linee guida. L’operazione eseguita entro due giorni, infatti, diminuisce il rischio di complicanze e di mortalità e favorisce un recupero più veloce.