di
Giuliana Ferraino, inviata a Davos

Nuovo show del presidente americano che inaugura ufficialmente il Consiglio della pace (Board of Peace) a cui aderiscono 19 leader. Tra i firmatari l’argentino Milei e Orban, unico leader dell’Ue

DALLA NOSTRA INVIATA
DAVOS – Sono le 11.12 quando Donald Trump fa il suo ingresso sul palco della sala plenaria del Centro Congressi del World Economic Forum, cravatta bordeaux (ieri era rosso fuoco) e passo da padrone di casa. Il presidente americano lancia a Davos, ospite del Wef, il Consiglio della Pace (Board of Peace), il nuovo organismo internazionale che – nelle intenzioni del suo fondatore – dovrà garantire la pace e la ricostruzione nella Strisca di Gaza. Ma quella che va in scena più che una conferenza diplomatica assomiglia all’assemblea degli azionisti del nuovo ordine mondiale. «Questo è un giorno molto eccitante. Tutti vogliono partecipare», esordisce il presidente Usa. In prima fila lo ascolta, tra gi altri, anche l’ex premier britannico Tony Blair

Inizia così, con una coreografia di potere puro, il lancio ufficiale del «Board of Peace». Nessuna bandiera dell’Onu, ma solo il nuovo logo del Board. Alle spalle di Trump, chiamati uno a uno dalla portavoce Karoline Leavitt come in un appello scolastico (o in un reality show), prendono posto i 19 leader che hanno appena ratificato l’adesione al Consiglio e sono presenti a Davos. È una foto di gruppo un po’ inquientate: monarchie del Golfo, repubbliche ex sovietiche, l’Argentina libertaria di Javier Milei e l’Ungheria di Viktor Orbán, unico ponte rimasto con l’Unione europea insieme alla Bulgaria rappresentata dal premier dimissionario Rosen Zeljazkov. Nel mare di abiti scuri spicca solo il rosso acceso del tailleur di Vjosa Osmani, presidente del Kosovo, l’unica donna presente: una scelta cromatica saggia per non sparire nella massa di grigi e blu scuri. 



















































President Donald Trump, left, speaks with Kosovo's President Vjosa Osmani-Sadriu during a signing of the Board of Peace charter during the Annual Meeting of the World Economic Forum in Davos, Switzerland, Thursday, Jan. 22, 2026. (AP Photo/Evan Vu...

Il momento della verità arriva alle 11.43. La cerimonia della firma non ha la solennità ingessata dei trattati internazionali, ma la velocità del business. I leader si alternano al tavolo accanto a Trump. «Una volta che questo board sarà completamente formato, potremo fare praticamente tutto ciò che vogliamo, in collaborazione con l’Onu», assicura il tycoon. E il messaggio è chiaro: le Nazioni Unite hanno «tremende potenzialità, ma non vengono utilizzate». Ora , perciò, non c’è un’alternativa operativa al suo Board, sembra suggerire.

Il discorso di Trump è un flusso continuo che mescola rivendicazioni di successi (veri o presunti) e avvertimenti. Cita il salvataggio di «milioni di vite» grazie allo stop della guerra tra India e Pakistan, l’intervento sulle acque del Nilo tra Egitto e Sudan, e rivendica i risultati dell’operazione «Midnight» che avrebbe «obliterato la capacità nucleare iraniana» quando Teheran era a due mesi dalla bomba. Non mancano le stilettate agli assenti: dopo aver lodato l’aumento delle spese militari Nato al 5%, Trump gela Madrid: «Tutti lo faranno tranne la Spagna. Non so cosa succeda in Spagna. Dovremo parlarne».

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Ma la vera natura del Board of Peace si svela quando la politica lascia spazio ai tecnici. Dopo l’introduzione del Segretario di Stato Marco Rubio — che loda la capacità di Trump di «sognare l’impossibile» rendendo trattabile ciò che a Gaza sembrava irrisolvibile — e la commozione inaspettata dell’inviato Steve Witkoff (con la voce incrinata rivela «quanto questo lavoro ci abbia toccato»), la scena è tutta per Jared Kushner.

Il genero-consigliere non parla da diplomatico, ma da developer. Alle sue spalle scorrono slide che trasformano la pacificazione in un Master Plan immobiliare. Titoli come «New Rafah», «New Gaza» e «Prosperity» accompagnano rendering di zone residenziali e turistiche che sembrano usciti da una presentazione di vendita a Miami. «La pace è un deal diverso da un affare commerciale, perché devi cambiare il mindset», spiega Kushner veloce, illustrando il piano in 20 punti che va dalla demilitarizzazione al Jobs training. Il messaggio alla platea di Davos è pragmatico: «Ci saranno incredibili opportunità di investimento. Venite a investire con noi».

La cerimonia si chiude poco dopo mezzogiorno con i ringraziamenti di rito e un’ultima stoccata di Trump, che si rivolge  guardando dritto verso la prima fila dove siede, tra gli altri, il ceo di BlackRock, Larry Fink, co-presidente ad interim del Wef.  «Tutto inizia con la location, parlo da esperto immobiliare». Mentre i 19 membri fondatori — dal premier del Bahrein al presidente dell’Uzbekistan, passando per i ministri di Turchia e Arabia Saudita — lasciano il palco, la sensazione fisica in sala è che il baricentro decisionale si sia spostato. Non più Ginevra o New York, ma un board a invito diretto, dove la membership costa fedeltà alla linea del presidente Trump  e la pace sembra misurarsi anche in metri quadri edificabili.

Un frame tratto dalla diretta video della Casa Bianca mostra una delle slides mostrate dal genero di Donald Trump Jared Kushner, nel suo intervento a Davos in occasione della firma del Board of Peace. Viene rappresentato il 'piano generale per Gaz...

Un frame tratto dalla diretta video della Casa Bianca mostra una delle slides mostrate dal genero di Donald Trump Jared Kushner, nel suo intervento a Davos in occasione della firma del Board of Peace. Viene rappresentato il 'piano generale per Gaz...

Un frame tratto dalla diretta video della Casa Bianca mostra una delle slides mostrate dal genero di Donald Trump Jared Kushner, nel suo intervento a Davos in occasione della firma del Board of Peace. Viene rappresentato il 'piano generale per Gaz...

Un frame tratto dalla diretta video della Casa Bianca mostra una delle slides mostrate dal genero di Donald Trump Jared Kushner, nel suo intervento a Davos in occasione della firma del Board of Peace. Viene rappresentato il 'piano generale per Gaz...

22 gennaio 2026 ( modifica il 22 gennaio 2026 | 19:07)