Di tutto, veramente di tutto secondo un copione fra l’assurdo e il diabolico. Di tutto sì, ma non i tre punti per il Bologna che si complica la vita nell’assalto alle prime otto posizioni e che continua a non vincere più nella propria casa. In ordine sparso: il secondo gol preso in undici contro dieci (Hatate espulso al 34’ pt), un martellamento furioso, un errore assurdo di Skorupski, una traversa di Dominguez, Dallinga che torna al gol e Rowe che riequilibra il doppio vantaggio scozzese dentro una gara che pareva un film dell’orrore. Il 2-2 finale è un sospirone da parte degli uomini di Italiano che però, a questo punto, devono assolutamente vincere nella prossima gara contro il Maccabi a Backa Topola, il 29 gennaio prossimo, per sperare ancora in un futuro nelle prime otto. I playoff sono comunque assicurati (qui la classifica).
Copione Italiano, con 4 primavera in panchina (Castro non è stato convocato, Orso comincia in panchina), opta per il centrocampo a tre e davanti mette Dallinga con Rowe a destra e Dominguez a sinistra, il tutto mentre in porta rientra Skorupski dopo oltre due mesi. O’Neill ha Maeda davanti e soprattutto 3500 tifosi che scaldano una notte speciale, notte di verdetti più o meno definitivi. E per il Bologna, che attacca subito, c’è il frittatone immediato: in un disimpegno facile facile, Skorupski appoggia ma non a Heggem bensì a Maeda, palla semplice ad Hatete e vantaggio scozzese nello sconcerto generale, soprattutto dei compagni che hanno dovuto assistere a una scena di condita da superficialità letale. La reazione è cieca: c’è un’incursione di Zortea con Dallinga che non si stacca dall’asfissia del difensore, Schmeichel para agevolmente sul laterale destro. Il Celtic controlla, non va in affanno, Dallinga ha un’opportunità in piena area ma viene anticipato da Mc Gregor. Morale: la reazione è anche ritmata ma gli scozzesi sanno anche difendersi benone, in un modo o nell’altro. Poi, il Bologna prende fiducia: Miranda da fuori impegna Schmeichel, così come poco prima ci aveva provato Rowe. Allontanata la sbandata del minuto 6, quella del gol preso, la squadra di Italiano comincia insomma a cercare di mettere sul tavolo il proprio calcio di pressione e verticalità. I dividendi arrivano – ma non nel risultato – al 34’: Hatate, nel rincorrere Miranda, lo “schiaffeggia” da dietro e poi striscia la gamba destra dello spagnolo, secondo giallo e Bologna in undici contro dieci. Ribaltone in vista? Macché, perché il Celtic raddoppia: su un angolo da destra, Engels fa da torre e Trusty infila lo 0-2. Tutto incredibile ma tutto vero, doppio Celtic in inferiorità numerica, Italiano sotto di due attraverso un copione diabolico.
Traversa e Thijs O’Neill, nella ripresa, ne cambia uno (dentro Nygren). Italiano manda in campo gli stessi: Ferguson, sempre più offensivo, ci prova di testa, colpo lento e leggibile al 2’. Ci prova anche Casale: niente. Si gioca a una porta sola, naturalmente è quella del Celtic: che resiste in qualche modo mentre il Bologna cerca l’aggiramento con Dominguez e Rowe per arrivare alla botta da centro-area. Ancora niente all’8 della ripresa, guadagnando punizioni e calci d’angolo: palla a Dominguez, situazione buona, schegge di traversa. Poi, al 13’, il primo tassello: palla di Moro dalla trequarti, Odgaard (appena entrato per Pobega) spizza per Dallinga, 1-2 con Schmeichel che tocca, si arrabatta ma è rete con check per un fuorigioco che non c’è.
Rowe cambia i piani Poi? Italiano chiama a scaldarsi Orsolini e Cambiaghi ma qualche secondo prima aveva portato a sé, per due dritte, Jonathan Rowe: l’inglese – migliore anche fino a lì – si accentra e col sinistro fa 2-2. Gol disegnato. Italiano voleva cambiarlo? Sì ma è lui a cambiare i piani: dentro Orsolini per Ferguson e Cambiaghi per Dominguez. E’ un’altra partita: Schmeichel para con “bagher” un colpo ravvicinato di Cambiaghi, il Celtic avanza appena può e i cinque minuti di recupero diventano un assalto “disperato”, di quelli da tutto per tutto. Tante occasioni create ma troppe occasioni buttate: la delusione del Bologna è più forte di una rimonta a metà ma qualcosa della squadra che è stata fino a un mese e mezzo fa è tornato. Basterà da qui in avanti?