Nel 2025 nella Ue le rinnovabili hanno prodotto il 30% dell’elettricità consumata rispetto al 29% dei combustibili fossili
Per la prima volta l’eolico e solare battono le fonti fossili come fonti di energia elettrica nella Ue: nel 2025, nella Ue, le rinnovabili hanno prodotto il 30% dell’elettricità consumata rispetto al 29% dei combustibili fossili. Segue il nucleare con il 23 per cento. Il dato, emerge dalla European Electricity Review pubblicata dal think tank energetico Ember il 22 gennaio, è particolarmente significativo in un periodo storico in cui la dipendenza dal gas rappresenta un’arma di ricatto geopolitico. Un ricatto fatto prima dalla Russia, da cui la Ue nel 2022, anno dell’’invasione in Ukraina, dipendeva per il 40% dell’import complessivo, e ora può essere replicato dagli Stati Uniti, diventati il primo fornitore europeo di Gnl con i Paesi europei che hanno dovuto affrancarsi dagli acquisti da Mosca (lo stop al gas russo è stato fissato da Bruxelles entro l’anno prossimo) e nel frattempo sono con l’accorso sui dazi dell’estate 2025 si sono impegnati ad acquistare 750 miliardi di dollari di prodotti energetici in tre anni da Washington.
La strategia per l’indipendenza energetica
Proprio dopo la crisi con la Russia l’Unione Europea a maggio del 2022 ha lanciato il RepowerEu, strategia per aumentare le fonti rinnovabili che ha un duplice scopo: la transizione, ma anche l’indipendenza energatica di un continente che non produce abbastanza gas quanto ne consuma. «Questo storico sorpasso mostra quanto velocemente l’Ue si sta muovendo verso un sistema elettrico alimentato da sole e vento», evidenzia l’autrice Beatrice Petrovich, sottolineando che «proprio mentre la dipendenza dai fossili contribuisce all’instabilità geopolitica, la posta in gioco della transizione verso l’energia pulita è più chiara che mai».
Il boom del solare
A trainare il sorpasso delle rinnovabili è stato l’aumento del solare, in crescita di oltre un quinto (+20,1%) per il quarto anno consecutivo, che ha toccato un record del 13% della produzione elettrica Ue, superando carbone e idroelettrico. L’aumento riguarda in tutti i Ventisette Paesi Ue: in Ungheria, Cipro, Grecia, Spagna e Paesi Bassi il fotovoltaico ha coperto oltre un quinto dell’elettricità, mentre in Italia la quota è salita del 24% in un anno, raggiungendo il 17%. L’eolico si conferma la seconda fonte elettrica dell’Ue, anch’essa al 17%. Tutte le fonti pulite e rinnovabili hanno generato il 48% dell’elettricità europea, nonostante condizioni meteo «atipiche» che hanno penalizzato l’idroelettrico (-12%) e, in misura minore, l’eolico (-2%), favorendo invece il solare. Nel 2025 è salita anche la produzione elettrica da gas (+34 TWh, +8% rispetto al 2024), soprattutto per compensare il calo dell’idroelettrico, pur restando per il 18% sotto i livelli pre-crisi energetica.
I costi delle importazioni di gas per la generazione elettrica hanno raggiunto 32 miliardi di euro, il 16% in più rispetto al 2024: il primo rialzo dal 2022, con Italia e Germania tra i Paesi più esposti. Il carbone, infine, ha proseguito il suo rapido declino, scendendo a un minimo storico del 9,2% nel 2025.
22 gennaio 2026 ( modifica il 22 gennaio 2026 | 16:44)
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