“Un evento senza precedenti”, lo ha definito Renato Schifani. Il ciclone Harry è stato “il più violento degli ultimi anni in Sicilia. Ci siamo trovati davanti ad un fatto di estrema gravità”. Al termine della Giunta straordinaria convocata per stabilire i primi provvedimenti dopo l’ondata di maltempo, il presidente della Regione ha tracciato un nuovo bilancio dei danni. Se da una prima stima si era parlato di mezzo miliardo di euro, una valutazione più approfondita ha fatto lievitare il conto a 740 milioni. Sì, perché non solo la Sicilia orientale ha subito le gravi conseguenze del passaggio del ciclone, ma anche la provincia di Palermo ne ha pagato il prezzo, soprattutto i pescatori che hanno perso le loro barche o che saranno costretti a doverle riparare perché colpiti dalle mareggiate.
Il bilancio dopo il passaggio del ciclone: auto in mare, barche affondate e alberi caduti
Incontrando i giornalisti a conclusione della riunione straordinaria della Giunta, Schifani ha annunciato che il governo regionale ha deliberato lo stato di calamità e un primo stanziamento di 70 milioni di euro: 50 milioni saranno subito disponibili e gli altri 20 milioni attingendo ai fondi globali con un’apposita norma che sarà proposta all’Assemblea regionale siciliana. Il governo Schifani, intanto, ha nominato il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina commissario straordinario per l’emergenza regionale.
Il bilancio dei danni provincia per provinciaIl bilancio dei danni nelle province
Catania è stata la provincia più colpita dal ciclone Harry. Lo dimostra la stima dei danni che ammontano a 244 milioni. Non è andata molto meglio al Messinese con più di 200 milioni di danni e al Siracusano con quasi 160 milioni. Per le tre province è stata la viabilità a pagare il prezzo più caro. Danni anche in provincia di Agrigento (stimati oltre 33 milioni) e di Palermo (più di 23 milioni). Nel capoluogo le conseguenze più gravi dell’ondata di maltempo si leggono alla voce “infrastrutture portuali” con 13 milioni e mezzo di danni. Le immagini delle barche affondate o danneggiate all’Arenella ne sono il simbolo.
Ciclone Harry, i danni tra Foro Italico e Sant’Erasmo dopo la mareggiata | VideoDeliberato lo stato di crisi e di emergenza regionale
“Abbiamo deliberato lo stato di crisi e di emergenza regionale e ci accingiamo a chiedere lo stato di emergenza al governo nazionale. Siamo certi che l’Esecutivo nazionale farà la sua parte”, ha commentato il governatore. Del resto nelle ultime ore solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite dal maltempo sono state espresse anche dai presidenti del Senato, Ignazio La Russa, e della Camera, Lorenzo Fontana, e dal vice premier Matteo Salvini. Ma anche il ministro Antonio Tajani è intervenuto annunciando di essere in contatto con Schifani, così come Nello Musumeci ha annunciato un sopralluogo nelle zone più colpite. “Ho parlato col ministro Nello Musumeci – ha aggiunto Schifani – Ci è stato raccomandato di essere completi nell’acquisire la documentazione sui danni e poi procederemo con la richiesta dello stato di calamità naturale nazionale”.
Dall’Arenella al Molo Trapezoidale, i danni del ciclone Harry sulla costa palermitana: le immagini
Ma nonostante i danni provocati dal ciclone, il governatore è certo di una cosa: “Il sistema di preallerta ha funzionato, non ci sono stati danni alle persone – ha aggiunto -. Ringrazio i sindaci per il loro lavoro. Da domani inizierò un giro di un paio di giorni nei luoghi colpiti”. E ha precisato: “La Regione sarà al fianco dei siciliani e di chi ha subito danni diretti e indiretti. Faremo sistema. Queste persone vanno garantite e tutte le istituzioni devono fare sentire loro presenza”. E si fa largo l’ipotesi di un commissario straordinario nominato dal governo nazionale per avviare la ricostruzione. “In quel caso preferirei una figura esterna specializzata, come un ‘Bertolaso Bis’. Se l’entità dei danni sarà tale da richiedere la figura commissariale ben venga questo istituto”. Anche perché una parte dei danni è ancora da quantificare. “Non so quanti balneari riusciranno ad aprire la prossima stagione estiva ma confido sulla velocità della Regione nel consentire agli imprenditori di riaprire”, ha commentato Schifani aggiungendo: “Ci saranno sostegni e contributi e in giunta abbiamo discusso dell’ipotesi di chiedere al governo di Roma di valutare con l’Abi l’ipotesi di sospensione delle rate di mutuo agli imprenditori colpiti dal disastro”.