C’è parecchia preoccupazione per la crisi che sta attraverso il settore della moda. Nel riminese tiene banco la vicenda del gruppo Aeffe, che ha proceduto al licenziamento di 221 dipendenti tra le sedi di San Giovanni in Marignano e Milano, ma è in generale tutto il settore a generare forte apprensione: come raccontato da Dossier RiminiToday la crisi ha travolto altre realtà aziendali e si sommano sul solo territorio provinciale un migliaio di lavoratori finiti nel corso degli ultimi mesi in cassa integrazione.

Gli ultimi dati congiunturali segnano un calo della produzione del 6,6% nel tessile abbigliamento nei primi otto mesi del 2025 a livello nazionale. Nella nostra regione, sulla base del Rapporto di Unioncamere, i numeri evidenziano le difficoltà, con un calo della produzione nella moda del 4% nel 2025, un dato che riguarda sia le piccole realtà artigiane, sia le imprese più strutturate del comparto moda. Ma la provincia riminese, risulta tra quelle maggiormente colpite.

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Ora a intervenire sono il presidente della Provincia, Jamil Sadegholvaad, in un comunicato congiunto con la sindaca di San Giovanni in Marignano, Michela Bertuccioli, e la sindaca di Cattolica, Franca Foronchi: “Condividiamo le forti preoccupazioni, sollevate da più parti, circa il presente e il futuro del polo produttivo tessile della provincia di Rimini. Una situazione estremamente complessa che si inserisce nel contesto ancora più difficile dell’industria nazionale e del ‘sistema moda Italia’, alle prese con una congiuntura negativa sia per quanto riguarda i consumi interni che soprattutto l’export. Quella che per decenni è stata una delle principali locomotive economiche e occupazionali del Paese, nonché una pietra preziosa e riconosciuta universalmente del Made in Italy eccellente, è in evidente e pericoloso stallo”.

Non solo Aeffe: la crisi della moda travolge altre aziende riminesi, mille lavoratori in cassa integrazione

“Una vera e propria emergenza industriale che coinvolge storiche aziende del polo produttivo riminese – proseguono gli amministratori -. Realtà che, partendo da una passione famigliare, sono diventate in pochi decenni punto di riferimento internazionale, rappresentando una ricchezza indiscutibile per l’Italia e per tutto il territorio riminese, in termini di occupazione, economia, relazioni e prestigio mondiale. Un modello oggi in bilico per molteplici questioni e che, come intera comunità locale e, crediamo, come Paese, abbiamo il dovere e l’interesse di tutelare, oggi più che mai. Il nostro supporto e il nostro sostegno va in questo momento ai lavoratori riminesi che purtroppo stanno già pagando sulla propria pelle questa congiuntura negativa e va alle imprese del settore, tra dirette e indotto, in questo momento davanti a una situazione probabilmente mai vissuta prima nella loro lunga storia di passione, cresciuta a comparto industriale leader”.

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“Ma non vogliamo limitarci alle parole o alla solidarietà di maniera, vista l’importanza della questione, sia sul piano locale che nazionale. E’ nostra intenzione infatti farci parte attiva di un’iniziativa nei confronti del governo nazionale affinché, al di là degli indispensabili tavoli per la composizione di crisi e della importante attività delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze istituzionali, nelle prossime settimane venga con suoi esponenti su questo territorio per toccare con mano e di persona la strategicità del polo produttivo riminese nello scenario più ampio dell’economia italiana. Sono persone, storie, idee, creatività, organizzazione, relazioni, orgoglio, merito, reputazione che devono essere conosciuti direttamente e primariamente salvaguardati, se l’Italia ha ancora l’ambizione di stare con un ruolo importante nel mondo”.

In merito alla situazione del gruppo Aeffe, sono tornati a intervenire anche i deputati del Partito democratico Andrea Gnassi, Arturo Scotto e Simona Bonafè: “Alla luce dell’incontro sulla crisi aziendale di Aeffe presso il Mimit, al quale erano presenti anche il ministero del Lavoro, la Regione Emilia-Romagna, i sindacati e l’azienda, chiediamo che si congelino subito i licenziamenti. In tal senso abbiamo avviato interlocuzioni dirette con i ministeri interessati e sentito le parti coinvolte. Crediamo che vadano esperiti ancora, e fino all’ultimo, tutti i tentativi, anche complessi, affinché sia messo in campo ogni strumento utile a una soluzione positiva della crisi e a una concreta prospettiva industriale per un’azienda strategica del territorio e dell’intera filiera italiana della moda. Questo è quanto va fatto considerando che da oggi è stato costituito un tavolo istituzionale formale e permanente al Mimit, riconvocato con tutte le parti per il 2 marzo, e che il 16 febbraio scadono i termini per la presentazione di eventuali manifestazioni di interesse da parte di altri partner industriali. Si impone quindi un impegno immediato, continuativo e responsabile”.