di
Aldo Grasso

Quanta tv attuale arriva da lì? Almeno Bruno Vespa è l’originale

Maratona Vespa. Dopo i doverosi auguri per i 30 anni di «Porta a Porta», i giusti complimenti di Fiorello («Il programma che ha messo a nudo la politica italiana, è l’OnlyFans del giornalismo…»), a me tocca l’ingrato compito di una ricognizione critica del programma, mettendo in preventivo l’inevitabile lettera di protesta.

Quali sono stati gli snodi storici innestati dalla trasmissione di Rai1? Come ebbe a dire uno «statista irregolare» come Cossiga, «Porta a Porta» è il «terzo braccio del Parlamento»: da quando i problemi importanti si discutono in tv, è iniziata l’erosione del Parlamento, che ora conta sempre di meno. Il momento leggendario di questa deriva avviene la sera in cui Berlusconi firma su un tavolo della scenografia il famoso «patto con gli italiani». Era l’8 maggio 2001, pochi giorni prima delle elezioni politiche. È vero che la Rai è sempre stata un’emanazione diretta del potere politico ma alcuni suoi giornalisti incarnano meglio di altri questo stretto legame. Per la cronaca, Sergio Mattarella e Mario Draghi non hanno mai frequentato il salotto di Vespa.



















































Con i suoi memorabili plastici, il marchio dello storytelling vespiano, il programma ha dato la stura spettacolare alle miriadi di talk show dedicati alla cronaca nera, fino a creare infide sovrapposizioni con i veri processi in tribunale.

A partire dal famoso risotto di D’Alema, presente Gianfranco Vissani, Vespa ha inaugurato la fiera degli spadellatori televisivi, dei cuochi che passano più tempo in video che ai fornelli. Anche la chirurgia estetica ha mosso i primi passi in quel venerato salotto.

Con un libro all’anno, Vespa ha inventato la promozione libraria su vasta scala: apparire in tutti i programmi televisivi. Poi, altri lo avrebbero imitato.
Ma quanta tv attuale — dai talk show politici ai crime, dai master chef al giro delle sette chiese con il libro sottobraccio — nasce da una costola di «Porta a Porta»? Almeno lui è l’originale.

Lunga vita a Bruno Vespa, il gran cerimoniere della politica italiana, il giornalista dalle mani giunte, l’uomo che ride, con poco humour.

23 gennaio 2026 ( modifica il 23 gennaio 2026 | 08:02)