Le due sfide alla Juventus e al Chelsea lo hanno risvegliato. La condizione esistenziale e atletica di Lukaku è mutata varie volte in poche ore, in questa lunga vigilia da batticuore: martedì a Copenaghen hanno deciso di aggregarlo al gruppo, ma da semplice turista. Ieri pomeriggio, al cospetto del Savoia, in un’amichevole che Conte ha voluto principalmente per lui, Romelu Lukaku, trovandosi in ballo, ha deciso di ballare. Perché muore dalla voglia di tornare a giocare. Altro che testa al Mondiale. E così è rimasto in campo per tutta la durata del test (in pratica quasi 90 minuti) e ha pure segnato uno dei tre gol (gli altri portano la firma di Alic e Mazzocchi) con cui è stato battuto il Savoia.

APPROFONDIMENTI

Se gli amici si vedono nel momento del bisogno, Big Rom ha capito che è arrivato il momento di correre in soccorso di Conte. E così contro il Savoia che punta al ritorno in serie C con il progetto ambizioso del presidente Matachione, marcato dal 27enne difensore spagnolo Checa, ha mostrato di essere sulla strada buona per poter dare una mano. Lukaku è fermo dal 14 agosto: i medici in queste ultime settimane hanno frenato perché temevano una disastrosa ricaduta, ma lui domenica contro la Juventus e mercoledì con il suo Chelsea, vuole ritagliarsi uno spazio, magari partendo in panchina. Due partite super: tutti vogliono esserci. Perché contro i bianconeri e i blues vanno di scena due partite in cui si può fare tanta storia. Ma non solo Lukaku: perché ieri pomeriggio, dal bunker di Castel Volturno, sono trapelate un’altra bella notizia, ovvero il ritorno di Alex Meret. Sì, anche lui in campo contro gli oplontini per tutto il tempo. Il suo recupero è completo. Un’altra odissea: a ottobre, infatti, Meret aveva rimediato una frattura al secondo metatarso del piede destro, che lo ha tenuto fuori fino a inizio gennaio, quando si è rivisto in panchina contro la Lazio. Il numero 1 del Napoli è costretto, così, a fermarsi ancora per recuperare dal nuovo infortunio, arrivato a pochi giorni dal recupero di campionato contro il Parma. Un altro sospiro di sollievo per Beukema che pure qualche preoccupazione stava dando: ieri in campo per tutto il tempo. Insomma, disponibile. E altra acqua al mulino di Conte. E Lang? Ieri assente nell’amichevole, ma perché ormai è in partenza. 

ANSIA NERES

Ma può mai esserci una giornata nel Napoli solo di buone notizie? Macché, poiché questa è la stagione dove nella piana sul litorale domizio si aspettano l’invasione delle cavallette da un momento all’altro, come una mannaia arriva il responso (informale) sulle condizioni di Neres. Prima le parole molto abbottonate del medico Canonico di lunedì a Radio Crc, poi il primo velo alzato da Conte dalla Danimarca che fa riferimento al tendine e non solo alla distorsione. Nelle ultime ore i primi sospetti di una possibile le lesione longitudinale del peroneo, ma è solo un timore, una paura, un sospetto. Sarebbe uno choc, nel caso. Motivo per cui sulla faccenda c’è un muro di riservatezza, perché nessuno se la sente di fare previsioni sulla prognosi e sui tempi: ma è chiaro che è uno stop che può durare almeno un mese e può essere lungo fino a tre mesi. Tutto dipende dall’esito della superconsulenza che verrà fatta nei prossimi giorni. Da qui la strada: riposo e terapie fisiche (come gli ultrasuoni) oppure il ricorso alla chirurgia per la ricostruzione della guaina tendinea? Fare previsioni adesso sarebbe un azzardo, ma resta il fastidio di tutti, a partire da De Laurentiis che viene descritto in questi giorni assai seccato. Perché neppure è chiaro quando si sarebbe fatto male al tendine: probabilmente nei trenta minuti in cui è stato in campo con il Parma. Certo, da allora è sparito dai radar. Quello che sta accadendo al Napoli, in ogni caso, davvero non ha precedenti, ha molte spiegazioni oppure nessuna. 

IL CLIMA

Conte ha voluto l’amichevole con il Savoia per verificare le condizioni delle riserve: mentre i titolari di Champions si allenavano per conto loro, il tecnico ha guidato Lukaku, Mazzocchi, Beukema, Meret e un bel gruppo di rinforzi della Primavera (tra cui Ivan Anic, classe 2007, che ha firmato il primo gol azzurro) in questo allenamento. Ma tra i titolari e neppure dopo ha fatto la sua apparizione Anguissa: altra nota stonata di questo giovedì pieno di varie sfaccettature. Il problema alla schiena che ne ha frenato il rientro non è ancora passato. E a questo punto complicato immaginare che possa recuperare per la Juventus. Da qui al Chelsea, c’è qualche giorno in più. Conte non è rimasto in silenzio con la squadra: ha analizzato tutto il secondo tempo choc di Copenaghen, rimarcando il calo di attenzione ingiustificato. E poi tutto sulla nuova Juve di Spalletti. Non era in una delle sue giornate con l’umore migliore. Lo attende una sfida in casa della Juventus che si aspettava di affrontare in maniera più serena.