di
Daniele Sparisci e Giorgio Terruzzi
La nuova SF-26 non può sbagliare con il cambio di regolamento, Vasseur si gioca tutto. Sul caso dei motori Mercedes nulla di fatto, nuova riunione della Fia ai primi di febbraio
Che sia un anno di rosso vivo, aperto oggi dalla presentazione della Ferrari SF-26 con shakedown a Fiorano (Segui la presentazione qui), ce lo auguriamo un po’ tutti. Una macchina completamente nuova al punto che è stata realizzata in due versioni aerodinamiche differenti per una sfida giocata su un regolamento che rivoluziona ogni elemento, dal motore alla benzina, agli ingombri, alle gomme. La sfida: difficile da decifrare nelle tre sessioni di test previste prima della gara inaugurale (Melbourne, 8 marzo); decisiva per molte figure centrali della Scuderia. Lewis Hamilton ha il compito di ripristinare un’immagine compromessa; Fred Vasseur deve dimostrare di essere un capo all’altezza di una emergenza tecnica venuta a galla lo scorso anno. Per non parlare di Loic Serra che firma questa SF-26, al debutto assoluto nel ruolo di direttore tecnico.
Il caso motori Mercedes, nuova riunione dopo i test
Stiamo parlando di una vettura sulla quale pesano responsabilità enormi dentro un panorama già in subbuglio visto quanto si racconta a proposito del motore Mercedes dato in vantaggio sia per una particolare leggerezza ottenuta in fase progettuale grazie ad una architettura innovativa e ai materiali impiegati, sia a causa di una performance che sfrutterebbe l’ennesimo «buco» nel regolamento (rapporto di compressione aumentato a caldo, con incremento di potenza) discussa ieri dai costruttori in una riunione con la Fia senza esito significativo. Ci sarà un altro incontro ai primi di febbraio dopo i test di Barcellona.
Il nuovo ingegnere di pista di Hamilton
Hamilton, dunque. Deve ritrovare la sua magia; rendere almeno sui livelli di Leclerc dopo una stagione colma di incertezze, sconfitte, delusioni; avviare una sintonia con la propria squadra. Il tutto dopo aver criticato procedure, metodi, composizione del team, dopo aver chiesto e ottenuto la testa di Riccardo Adami, esperto ingegnere di pista. Una mossa che molti giudicano come un capriccio. Adami verrà sostituito ad interim da Carlo Santi (ex ingegnere di Kimi Raikkonen), in coabitazione con Bryan Bozzi (nei primissimi test) che segue di norma Leclerc, in attesa di una nuova figura proveniente, pare, dalla McLaren.
È ovvio che il tema centrale sia un altro, riguarda la tempra, la fame di un campione di anni 41 alle prese con macchine che richiedono capacità di adattamento estreme. Hamilton ha un anno, uno soltanto, per tornare a somigliare allo strepitoso uomo immagine approdato in Ferrari nel 2025. In caso contrario dovrà fare i conti con un doppio tramonto perché insieme al sogno infranto di vincere in tuta rossa, si tratterà di considerare il rosso del proprio tramonto, la fine del progetto 8 titoli mondiali, uno in più di Schumacher.
Prudenza e rinforzi nell’area perfomance
Anche Vasseur è a rischio. La mission: dimostrare di saper incidere sui processi interni, cosa ben diversa dalla gestione dei weekend di gara; rafforzare l’asse di comunicazione tra simulatore, garage remoto e pista, evitando continui rimpalli di responsabilità. Ha puntato tutto su Serra; avrà il sostegno, fra gli altri, di Guillaume Dezoteux, altro francese proveniente dalla Racing Bulls, dove era il responsabile della performance, sperando di avere a che fare con una macchina nata molto meglio della SF-25.
«Chi vince in Australia non diventa campione»: la sua frase, pronunciata durante il pranzo natalizio con la stampa (e ripetuta anche internamente), contiene prudenza e pretattica, un atteggiamento di segno opposto rispetto ad un anno fa quando un po’ tutti a Maranello parlavano di vittorie prossime e certe. Ben sapendo che tempo 4-5 gare le parole non serviranno più. Il fatto è che questa Ferrari, dal vertice dell’azienda ai piloti, non può permettersi un altro flop. Soprattutto ora, all’alba di una nuova era tecnologica.
23 gennaio 2026 ( modifica il 23 gennaio 2026 | 10:21)
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