di
Gaia Piccardi
Contro Duckworth, Jannik ha chiuso con 18 ace: il motore viaggia a pieni giri, fondamentale sarà mantenerlo ad alti livelli durante la seconda settimana. «Sarà fondamentale essere sempre ben idratato. Io sto molto bene, ho fatto un buon lavoro nell’off season»
Diciotto ace, abbondantemente in doppia cifra già al secondo match ufficiale della stagione, così tanti per la prima volta in uno Slam, sono il segnale di un motore che viaggia a pieni giri, aspettando i tornanti più duri dell’Australian Open. La pratica Duckworth è sbrigata, l’affronto del pugno in faccia a Toronto nel 2021 vendicato: un altro file aggiornato da Jannik Sinner nel suo personalissimo dossier.
Il numero 2 del ranking è scientifico nella gestione del secondo turno, superato anche da Lorenzo Musetti (derby con Sonego vinto con dedica al coach Tartarini, rientrato in Italia per un grave lutto famigliare) e Luciano Darderi; fatale invece a Francesco Maestrelli, la novità azzurra di questo torneo, andato a scuola dal maestro Djokovic sul centrale: «Grazie della lezione gratis, me la ricorderò per sempre» ha detto il pisano a Belzebù, che ha sorriso con accondiscendenza e poi ci ha tenuto ad abbracciare un albero secolare nel giardino di Melbourne. Che meravigliosa esperienza essere eliminati dal Djoker ispirato, a quasi 39 anni ancora valida alternativa allo strapotere di Sinner e Alcaraz.
Ora per Sinner c’è Spizzirri, ma soprattutto il caldo
É chiaro che per far rallentare il Frecciarossa servono due fattori: Carlitos o un guaio fisico. Jannik mette tre buoni set in cascina, ne approfitta per carburare colpi, soluzioni e quel servizio che sarà l’architrave della seconda settimana del primo Major stagionale, il giro di boa su cui edificare l’impresa del tris consecutivo a Melbourne. L’australiano Duckworth, a 34 anni in pieno Sunset Boulevard casalingo, non ha soluzioni per impensierire l’azzurro, che vola 6-1, poi sciupa una manciata di palle break all’inizio del secondo (cancellandone una con una seconda di servizio molto carica, che sbilancia il rivale sul rovescio) ma è solo un po’ di ruggine agonistica. La fuga sinneriana verso la vittoria è solo questione di attimi. All’ottavo game Jannik spacca un equilibrio già fragilissimo: palla corta e tanta qualità, Duckworth è privo di antidoti (6-4).
Il terzo set è quasi accademia: 6-2, con i coach Vagnozzi e Cahill che fanno buona guardia perché Sinner non arretri mai di un centimetro, non rimanga fermo sulle gambe un secondo in più del necessario, non allenti la pressione di un grammo. Il campione in carica ha fretta, chiude con il diciottesimo ace (86% di punti vinti sulla prima), va veloce verso il terzo turno, disertato dal predestinato brasiliano Joao Fonseca, kappaò al debutto e sempre alle prese con i (cronici?) problemi di schiena che rischiano di boicottarne la crescita. Peccato, perché Sinner-Fonseca a livello Slam sarebbe valso il prezzo del biglietto.
Al prossimo turno invece Jannik troverà il killer di Fonseca, l’americano Eliot Spizzirri, sopravvissuto ai cinque set con il qualificato cinese Wu. Spizzirri n.85 del mondo (best ranking) non preoccupa Sinner quanto i 40 gradi in arrivo su Melbourne: «L’ho visto giocare, ha un buon servizio, non lo conosco ma preparerò il match. Con il caldo sarà fondamentale essere sempre ben idratato. Io sto molto bene, ho fatto un buon lavoro nell’off season: corpo e mente sono in ottima condizione» garantisce. Poi scherza: «La palla corta di rovescio va rodata… Ci lavorerò sopra con Vagnozzi, che pur avendo perso al secondo turno del 1 Point Slam ha una grande mano…». In forma, di buon umore, addirittura beffardo con il circoletto degli affetti più cari. Spizzirri è avvertito. Si salvi chi può.
23 gennaio 2026
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