Cervia (Ravenna), 23 gennaio 2026 – Mattia Missiroli ha ritirato le dimissioni da sindaco di Cervia che aveva annunciato il 23 dicembre scorso, protocollate poi a gennaio. Aveva tempo fino a lunedì prossimo per farlo, ma ha deciso oggi nel corso di una mattinata turbolenta.
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“Perché ho ritirato le dimissioni da sindaco di Cervia”: il discorso di Mattia Missiroli in Comune
Il sindaco di Cervia aveva già fatto capire di voler compiere questa mossa il 17 gennaio, subito dopo che il tribunale del Riesame aveva respinto la richiesta del pm Angela Scorza di arrestarlo basata sul pericolo di reiterazione del reato, dopo le accuse di maltrattamenti alla moglie per le quali è ancora indagato. I giudici bolognesi inoltre non avevano ritenuto di dovere applicare nessuna altra misura restrittiva, come già aveva fatto il Gip del Tribunale di Ravenna sempre respingendo la richiesta della Procura.
Dimissioni ritirate, la bufera nel Pd
Pare che in questi giorni molti, anche in ambito Pd, abbiano sconsigliato Missiroli dal revocare le dimissioni, ma stamattina lui è stato categorico.
La partita però non è finita: la mozione di sfiducia può essere fatta sempre a prescindere dalle dimissioni, Così come i consiglieri di maggioranza possono dimettersi, facendo decadere il consiglio. Intanto adesso a Cervia è bufera politica.
Cosa dice oggi Missiroli
“Il 21 dicembre scorso è stata resa pubblica la notizia dell’esistenza di indagini a mio carico da parte della Procura della Repubblica di Ravenna – scrive il ritrovato sindaco –. Prima ancora di essere ascoltato, prima ancora di poter prendere visione di qualsiasi atto, la mia persona, la mia famiglia e la città che rappresento sono state travolte da un attacco di inaudita violenza, culminato in una gogna mediatica senza precedenti, tanto più grave perché maturata in una fase che, per legge e per garanzia dei diritti fondamentali, dovrebbe essere improntata alla riservatezza”.

Mattia Missiroli ha presentato le dimissioni da sindaco di Cervia a fine dicembre: sono poi state protocollate il 5 gennaio
Le dimissioni e i 20 giorni per la revoca
“Una scelta sofferta (quella delle dimissioni, ndr), assunta esclusivamente nell’interesse della città di Cervia e per la tutela della mia famiglia e dei miei figli, anch’essi colpiti, per riflesso, da una violenza che allora come oggi considero inaccettabile sotto ogni profilo. I venti giorni previsti dalla legge per l’eventuale ritiro delle dimissioni hanno rappresentato l’unica condizione di questa decisione: diversamente, non l’avrei mai assunta”.
“Sin dal primo momento – sottolinea Missiroli – respingo ogni addebito, rivendicando una condotta personale e pubblica improntata alla dedizione verso il prossimo, all’impegno civile e sociale, frutto di un’educazione responsabile e di un modo limpido di vivere la mia comunità”.
Le accuse e gli arresti respinti
“Il quadro attuale restituisce oggi elementi significativamente più chiari rispetto a quanto fosse possibile venti giorni fa – prosegue –: il doppio rigetto delle misure cautelari richieste, il riconoscimento di una comunione familiare cessata da anni e l’affermazione dell’assenza, anche sul piano della gravità indiziaria, dei presupposti riconducibili al capo di imputazione contestato, per carenza di valore oggettivo degli elementi addotti.
Perché ha ritirato le dimissioni
“La stessa Costituzione che sancisce in modo chiaro e inequivocabile il principio di presunzione di non colpevolezza, pilastro della giurisprudenza moderna – affonda –. Per tutelare me stesso e la mia famiglia da questa ingiusta vessazione, ho predisposto 116 querele per diffamazione aggravata. A chi tenta di speculare politicamente su questa vicenda rispondo con chiarezza: la città di Cervia non è in svendita, men che meno il suo Sindaco.
Il messaggio al Consiglio comunale
“Oggi, come un anno e mezzo fa, antepongo l’interesse della città che amo a ogni altra considerazione. Sono certo che l’intero Consiglio comunale, e in particolare la maggioranza di governo, saprà distinguere le pressioni esterne – ingiustificate – dall’impegno assunto con i cittadini nelle elezioni amministrative del 2024. Ogni scelta diversa sarebbe solo il risultato di una pressione psicologica indotta e aprirebbe un precedente pericoloso per i normali processi di legittimazione democratica”, è il messaggio ai dissensi all’interno del Pd di questi ultimi giorni.
Oggi il confronto in aula comunale
“Organizzerò a breve una iniziativa pubblica, per fare il punto sullo stato attuale della città e riprendere con pienezza il lavoro dopo la pausa natalizia. Il ritiro delle mie dimissioni – sottolinea –verrà presentata in un Consiglio comunale che convocherò nella giornata odierna”.