di
Giuliano Duchessa

La rivoluzione della Formula 1 2026 coinvolge ogni area della macchina: linee più snelle, scompare il Drs. Serra: «Una sfida enorme»

La Ferrari ha presentato la nuova SF-26, la prima vettura della nuova era regolamentare e, come si può vedere, a livello concettuale non ha nulla a che fare con la precedente monoposto.

Più corta e più stretta, anche il peso è calato

Le nuove monoposto sono più corte e più strette, certamente più belle delle precedenti: questo è evidente già a prima vista. Inoltre, per chi ce l’ha fatta, il peso minimo è sceso di 30 kg rispetto al 2025. Si trattava di una sfida enorme, considerando che le norme di sicurezza per i crash test sono diventate più severe e che le nuove batterie, chiamate a fornire il 50% della potenza, saranno molto più pesanti.



















































Motore: l’elettrico sarà molto più importante

Per quanto riguarda la combustione del motore endotermico, la Ferrari ha scelto i carburanti sostenibili 100% bio di Shell, rinunciando alla tecnologia chimica degli e-fuel. Le prestazioni del motore saranno legate anche all’efficienza con cui il sistema termico riuscirà a ricaricare la parte elettrica. «È una sfida tecnica complessa, che abbiamo affrontato con grande rispetto, disciplina e con l’obiettivo di ottimizzare l’intero sistema vettura nel corso della stagione» ha spiegato Enrico Gualtieri, capo dell’area power unit. 

Il concetto aerodinamico

La veste e le forme aerodinamiche della rivoluzione tecnica 2026 hanno una missione chiara: abbattere la resistenza aerodinamica e ridurre i consumi.
Il concept 2026 è totalmente diverso. La prima vettura progettata da Loic Serra è partita dalle sospensioni, che risultano completamente riviste nello schema: ora entrambe push-rod, per ottenere il massimo range di regolazione senza importanti limitazioni aerodinamiche. Il braccetto del triangolo superiore presenta un angolo anti-dive estremamente aggressivo, più marcato rispetto a tutte le auto viste finora. Il design appare molto pulito: muso alto con piloncini di supporto incurvati, ala anteriore molto più «flat» rispetto alla concorrenza, il che suggerisce un approccio teoricamente orientato a un rake significativo.

Tornano i «cannoncini»

Nonostante l’inlet dell’airbox triangolare e pulito, privo di prese laterali ausiliarie, l’ingresso delle pance è piuttosto contenuto e la pinna del cofano risulta estremamente seghettata. La copertura del motore e i sidepods sono in discesa, probabilmente per massimizzare l’efficienza del flusso verso l’estrattore. Tornano anche i «cannoncini» (in stile 2021) per aumentare lo sfogo posteriore. Le ali rispettano il regolamento con corda ridotta. Scompare il vecchio sistema Drs, sostituito da un doppio sistema di apertura dei flap anteriori e posteriori, denominato «corner mode» e «straight mode», che funzionerà tramite attuatori idraulici.  «Abbiamo dedicato molto tempo alla fase concettuale per recepire il più possibile il nuovo contesto normativo e tecnico. Allo stesso tempo, era fondamentale garantire che l’architettura della vettura ci offrisse sufficiente flessibilità per lo sviluppo nel corso della stagione». 

Il programma di sviluppo

La livrea attuale sarà la stessa che scenderà in pista da martedì a Barcellona per il long shakedown. Il fondo è una specifica basilare; il doppio tirante che supporta i cosiddetti floorboard dovrebbe scomparire presto con la prossima versione, che garantirà maggiore deportanza e migliori prestazioni
Per ora l’obiettivo primario di tutti è uno solo: percorrere molti chilometri «imparare a guidare» queste nuovissime vetture turbo-ibride.

23 gennaio 2026