Modena, 23 gennaio 2026 – Un postino con le ruote. O meglio, un piccolo veicolo pensato per rivoluzionare la consegna di lettere e pacchi. Così Poste Italiane rafforza il proprio impegno nella mobilità sostenibile e nell’innovazione, esplorando soluzioni di frontiera per i servizi logistici.
Com’è fatto il nuovo robot-postino
Nato nell’ambito del programma Most e dalla collaborazione tra Poste Italiane e l’Università di Modena e Reggio Emilia, Boxi è un prototipo di quadriciclo elettrico a guida autonoma, compatto e completamente privo di parabrezza, sedili o finestrini. Questo perché non ha bisogno di alcun conducente: il veicolo si muove da solo, raggiungendo una velocità massima limitata di 25 km/h e garantendo un’autonomia fino a sessanta chilometri per singolo ciclo di ricarica.
Il prototipo, pensato per la distribuzione urbana, riesce inoltre a coniugare dimensioni ridotte e capacità di carico: il vano da un metro cubo può trasportare fino a 500 chilogrammi e include una baia duale, con accesso dedicato agli operatori e un sistema integrato di locker con undici vani per consegne automatiche.
Come funziona ‘Boxi’ e i suoi vantaggi
A spiegarlo nel dettaglio è Marko Bertogna, professore ordinario dell’Università di Modena e Reggio Emilia. “Si tratta di un veicolo senza cabina di guida, dotato di una serie di scomparti su entrambi i lati e con più funzioni. Boxi può seguire il postino nelle operazioni di consegna, fungendo da cassetta mobile dove temporaneamente riporre il materiale che poi dovrà essere recapitato porta a porta – sottolinea – ma, in alternativa, può muoversi anche in completa autonomia: in questo caso l’utente, tramite un’apposita applicazione sul proprio smartphone, viene avvisato dell’arrivo del veicolo e sblocca il locker contenente il proprio pacco solo inserendo un codice”.
Sul piano tecnologico, Boxi si distingue per l’impiego di una piattaforma avanzata di sensori e sistemi di localizzazione. È equipaggiato con telecamere stereo per la ricostruzione tridimensionale, sensori lidar per generare mappe 3D dettagliate, radar a 360 gradi e un sistema di localizzazione di precisione basato su navigazione satellitare globale con unità inerziale, che gli consente di funzionare anche in assenza di segnale gps.
“Il veicolo riconosce in tempo reale tutto ciò che lo circonda: ostacoli, semafori, persone, oggetti e strade. Si localizza con precisione e pianifica il percorso da seguire – continua Bertogna –. Inoltre, la velocità limitata garantisce prudenza, ma in situazioni di rischio è comunque possibile guidarlo da remoto”. Innovazione, flessibilità e tecnologia sono quindi i pilastri del progetto.
A breve le sperimentazioni del prototipo
“Abbiamo cercato di contenere i costi, anche per rendere possibile in futuro la produzione in serie – aggiunge –. Il prototipo lo useremo inizialmente per le prime sperimentazioni: le prove partiranno nell’area Masa di Modena e nella zona del Tecnopolo di Reggio Emilia. Una volta completata questa fase di prototipazione, saremo pronti a portarlo sulle strade urbane”.