“Una scoperta importantissima, incredibile per l’imponenza dell’edificio”. La professoressa Ingrid Rowland (foto), americana, docente di Storia nella sede di Roma dell’Università Notre Dame e membro del Comitato scientifico del Centro studi Vitruviani, ha sempre creduto che Fano custodisse nel suo sottosuolo i resti della Basilica. Presto sarà in città per visitare di persona l’area archeologica. “La presenza delle paraste – commenta – è assolutamente inusuale. Sono emerse le fondamenta delle colonne perchè costruite in materiali resistenti, ma non la parte restante perchè realizzata in legno: su questo aspetto ci sarà da discutere. Lo stesso Vitruvio si vanta di aver progettato una struttura economica, ma questo rende quasi impossibile recuperare le colonne in legno”.
Tutti parlano di una scoperta storica, lei che ne pensa?
“E’ certamente di grande importanza perchè dà maggiore valore alla figura di Vitruvio. E’ fantastico che l’edificio sia esattamente come lui lo descrive nel De Architectura: questo ci dice che gli antichi non mentivano”.
Perché non tutti gli studiosi era convinti dell’esistenza della Basilica e soprattutto che fosse stata costruita a Fano?
“Molti si chiedevano perché proprio Fano? La risposta è semplice: Fano è il punto di incontro della via Flaminia con il mare e da lì partiva un’altra strada consolare, la via Emilia. Fano è sempre stato un centro importantissimo”.
Lei pensa che Vitruvio sia nato a Fano?
“Direi proprio di si. Gli scritti di Vitruvio sono molto credibili, non ci sono ragioni per pensare che non dica il vero. Affascinante è anche la teoria sviluppata da un mio collega americano, Duane Roller, su Vitruvio come insegnante nella scuola creata da Ottavia, sorella di Augusto, sul Palatino per i giovani della Roma imperiale. Ottavia, rappresenta un nuovo modello di donna intelligentissima, potente ed istruita che punta sui giovani e contribuisce alla diffusione dell’architettura vitruviana. Io ed altri colleghi del mondo accademico consideriamo questa teoria molto interessante. Per Vitruvio l’architettura non è un mestiere ma un’arte”.
Secondo lei piazza Costa come andrebbe gestita?
“Spero che la rendano accessibile al pubblico. Ci sono tanti modi creativi di valorizzarla e che, allo stesso tempo, consentono di utilizzare gli spazi”.