Marty Supreme arriva al cinema. Ecco tutto quello che c’è da sapere
Esiste un solo desiderio: vincere. È questo il messaggio di Marty Supreme il film – al cinema dal 22 gennaio (nel suo primo giorno di programmazione in Italia ha portato in sala oltre 25.000 spettatori, con un incasso di 183.000 euro) – che racconta il sogno americano dello sport tra ambizione e identità nell’America degli anni ’50, dove una semplice pallina da ping pong diventa strumento di emancipazione e gloria. A vestire i panni di Marty Mauser – personaggio ispirato al vero campione Martin Reisman – è Timothée Chalamet, impegnato nella preparazione al ruolo dal 2018, anno in cui ha incontrato per la prima volta il regista Josh Safdie.
Il film propone un percorso straordinario, capace di sfidare ogni convenzione sociale in nome del successo. Ma quale sarà il prezzo da pagare? Dopo l’anteprima a sorpresa al Torino Film Festival 2025, Marty Supreme arriva ora nelle sale con lo spirito del suo personaggio: il coraggio di superare ogni limite. Intanto, alle nomination agli Oscar 2026 ha ricevuto ben 9 candidature, tutte nelle principali categorie degli Academy Awards, fra cui Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attore Protagonista a Chalamet, Miglior Sceneggiatura Originale, Miglior Scenografia, Miglior Montaggio, Miglior Casting e Migliori Costumi. Per Marty Supreme si tratta già di un risultato da fuoriclasse. A quanto pare, non è poi così sbagliato “sognare in grande”.
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Marty Supreme, trama del film
La storia ha inizio nel 1952. Marty Mauser, un giovane del Lower East Side di New York, lavora nel negozio di scarpe dello zio e la sua vita sembra destinata a seguire un’unica, immobile traiettoria: quella delle abitudini familiari, senza ambizioni e senza un vero desiderio di cambiamento. Eppure Marty sente di essere nato per qualcosa di più grande, di avere una missione: diventare il miglior giocatore di ping pong al mondo. Così decide di deviare dal percorso prestabilito, abbandona la sicurezza del suo impiego e rischia tutto per trasformarsi in una stella del tennis da tavolo. La comunità ebraica a cui appartiene la sua famiglia non comprende né approva la sua nuova vocazione, viene percepito come un emarginato, quasi un visionario folle, tanto il suo desiderio di grandezza appare irragionevole.