di
Enrica Roddolo
Il figlio di re Carlo risponde alle insinuazioni del presidente americano a Fox News ricordando la sua doppia personale esperienza di guerra in Afghanistan
Il principe Harry risponde a Donald Trump sull’Afghanistan. «Nel 2001 la Nato ha invocato l’articolo 5 per la prima volta nella storia, implicando che ogni Paese alleato è stato obbligato ad affiancare gli Usa in Afghanistan», ha detto Harry all’indirizzo del presidente, mai tenero verso l’Europa. E che ieri parlando a Fox News è stato durissimo con la Nato: «They’ll say they sent some troops to Afghanistan and they did, they stayed a little back, a little off the front lines». Riferendosi all’invio di truppe Trump ha detto, a proposito degli europei: «Dicono che hanno mandato delle truppe in Afghanistan e l’hanno fatto, un po’ indietro, un po’ lontano dalla linea del fronte».
Parole che hanno chiaramente suscitato la sdegnata reazione di Harry. Come del premier Keir Starmer.
Harry, con uno statement questa sera, a sorpresa, ha risposto così al presidente Trump: «Migliaia di vite sono state cambiate per sempre: madri e padri hanno seppellito figli e figlie, bambini rimasti senza genitori… questi sacrifici meritano di essere ricordati con rispetto e verità mentre restiamo uniti e leali verso la difesa della diplomazia e della pace».
Per poi aggiungere: «I served there. I made lifelong friends there. And I lost friends there. The United Kingdom alone had 457 service personnel killed». Io ho servito lì. Ho trovato amici rimasti per sempre. E ho perso amici, in Afghanistan. Il solo Regno Unito ha avuto 457 morti».
Mai il principe, figlio di re Carlo III, fratello di William, era stato così diretto e chiaro verso l’inquilino della Casa Bianca. Un inquilino che va detto non ha mai amato il principe cadetto. Arrivando anche a minacciare una presa di posizione verso il Windsor che da sei anni vive negli Usa, per le rivelazioni fatte nell’autobiografia «Spare».
Il principe Harry ha servito in due missioni in Afghanistan, lasciando in apprensione la famiglia reale ma insistendo per esporsi in prima linea. Dieci settimane all’inizio del 2008 dopo aver concluso la sua formazione militare. E poi nuovamente a settembre 2012, quando andò in missione come pilota sugli Apache. Proprio nel libro «Spare» aveva dichiarato di aver ucciso in guerra 25 combattenti talebani.
Dall’esperienza di guerra in Afghanistan ha maturato il progetto degli Invictus Games lanciato nel 2014 e portato ormai in molte capitali globali.
Il principe Harry è l’unico Windsor oltre ad Andrea (nella guerra delle Falklands) ad aver prestato servizio attivo sul campo di battaglia, è stato mesi fa in visita in Ucraina per dare sostegno ai militari ucraini feriti.
Da anni Harry lavora con la charity Halo Trust, la stessa per cui lavorò la madre Diana al tempo della sua battaglia per la messa al bando delle mine antiuomo.
In Halo, Harry ha ritrovato come ceo della charity il generale James Cowan: trentatré anni di servizio nell’Esercito Britannico, dall’Irlanda del Nord allo Zimbabwe, al Lesotho, alla pianificazione delle operazioni in Kosovo nel 1999, all’Iraq e appunto l’Afghanistan.
Quanto alla visita in Ucraina nel settembre scorso, fu preceduta dalla visita a Londra al padre re Carlo III dopo mesi di tensioni in famiglia. Negli stessi giorni il principe aveva fatto anche visita all’Imperial College London’s Centre for Blast Injury Studies, a White City, lontano diversi chilometri da Clarence House. E’ il centro dell’Imperial college dove sono curati tanti bambini feriti, amputati e menomati per la vita nei due conflitti in Ucraina e Gaza. Harry ha fatto una donazione di mezzo milione di dollari.
23 gennaio 2026 ( modifica il 23 gennaio 2026 | 20:19)
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