Una madre di 42 anni è finita in gravissime condizioni dopo aver preso un farmaco dimagrante: quello che doveva essere un aiuto per perdere peso si è trasformato in un incubo di convulsioni, complicazioni neurologiche e un percorso di cure che potrebbe durare oltre un anno. La vicenda ha sconvolto la famiglia e solleva nuovi allarmi sui rischi dei prodotti non controllati.





La capsua brucia-grassi

Il caso di Kellen Oliveira Bretas Antunes, raccontato da Fanpage.it, comincia lo scorso dicembre quando la donna, madre di un figlio, ha iniziato a prendere un prodotto pubblicizzato come capsula “brucia‑grassi” chiamato Lipoless, acquistato senza alcuna prescrizione sanitaria e non approvato dalle autorità brasiliane. Dopo soli tre giorni, Antunes ha cominciato a soffrire di forti dolori addominali e sintomi simili a un’intossicazione da farmaci, tanto da dover ricorrere al pronto soccorso.

I medici hanno diagnosticato un’intossicazione ed è stata dimessa. 

Ma il percorso di Kellen non è finito qui: la donna è stata ricoverata nuovamente quando i sintomi si sono intensificati – debolezza muscolare, problemi neurologici e difficoltà respiratorie – e le è stata poi diagnosticata la sindrome di Guillain‑Barré, una condizione rara in cui il sistema immunitario attacca i nervi periferici, causando formicolio, debolezza e nei casi più gravi paralisi. Le cure richieste includono fisioterapia, logopedia e il coinvolgimento di vari specialisti per almeno 12 mesi.


Antunes, che lavorava come assistente amministrativa, ha voluto trasformare la sua esperienza in un avvertimento. L’endocrinologo Márcio Lauria, intervistato da G1, ha spiegato: «I farmaci importati illegalmente o venduti senza controllo possono contenere qualsiasi sostanza. Prodotti senza certificazione ufficiale non garantiscono né sicurezza né efficacia».




Ultimo aggiornamento: venerdì 23 gennaio 2026, 21:21





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