di
Simone Golia
Spalletti aveva chiesto una punta strutturata e brava di testa, fondamentale dove il 28enne in arrivo dal Fenerbahce ha pochi rivali. La sua storia comincia grazie a una iniziativa del re Mohammed VI
Luciano Spalletti era stato chiaro con i suoi dirigenti, alla Juventus — considerato l’infortunio di Vlahovic, la punta più fisica del pacchetto — serviva un attaccante alto, solido e forte di testa. Youssef En-Nesyri lo è eccome: nel Mondiale del 2022 in Qatar ha scritto la storia, segnando il gol decisivo con cui il Marocco ha battuto il Portogallo volando in semifinale (prima squadra africana di sempre a riuscirci). Youssef, oggi 28enne, lo ha fatto con un salto di 2,75 metri, battendo il portiere Diogo Costa e anche il celebre record stabilito da Cristiano Ronaldo in serie A con la Juventus contro il Sassuolo (la stella portoghese si era fermato a 2,57 metri. E quella di En-Nesyri non è stata una casualità, perché l’attaccante aveva segnato una rete molto simile anche ai Mondiali del 2018 ai danni della Spagna bruciando sul tempo un maestro del colpo di testa come Sergio Ramos. Insomma, le difese italiane dovranno stare molto attente.
Il suo passaggio alla Juventus è una questione di ore, il club bianconero — che inizialmente aveva puntato Mateta salvo poi virare sull’alternativa a causa delle alte richieste del Crystal Palace — ha trovato un’intesa col Fenerbahce sulla base di un prestito con diritto di riscatto, una formula che permette alla Juve di non vincolarsi troppo per il futuro. Minima spesa, massima resa, a Torino lo sperano. En-Nesyri, che nell’estate 2024 venne pagato quasi 20 milioni di euro diventando l’acquisto più caro di sempre del calcio turco prima del record stabilito da Osimhen, è stato scoperto grazie a un’iniziativa lanciata dal… re del Marocco, Mohammed VI.
Nel 2009, infatti, quest’ultimo decide di investire 16,8 milioni di dollari per costruire la Mohammed VI Football Academy come parte di un’iniziativa nazionale volta a promuovere e modernizzare le infrastrutture calcistiche nel Paese. Il calcio marocchino stava vivendo una grave crisi di risultati, con la mancata qualificazione al Mondiale del 2006 e il flop nella Coppa d’Africa in Ghana l’anno seguente. Nell’accademia, che sarebbe diventata ben presto un punto di riferimento, furono riuniti 50 ragazzi di età compresa tra i 12 e i 18 anni con la promessa di aiutarli nello studio e di allenarli fisicamente e psicologicamente per diventare giocatori professionisti.
En-Nesyri è stato il giocatore più promettente emerso dal progetto. Ha beneficiato di una partnership con il Malaga in Spagna ed è stato ceduto allo stesso club nel 2015 per soli 132.000 dollari. A 18 anni era già titolare fisso nella squadra riserve, quindi la promozione in prima squadra nel 2016 con l’allenatore Juande Ramos. Da lì le prime difficoltà (solo 5 gol in 41 partite) e il riscatto con il Leganes, dove si guadagna il passaggio al Siviglia con cui totalizza 73 reti in 196 presenze oltre a vincere due volte l’Europa League. Nel gennaio 2021 mette in fila due triplette di fila e i top club d’Europa, dal Liverpool al Manchester United, gli mettono gli occhi addosso. Ora se lo godrà la Juventus.
23 gennaio 2026
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