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Redazione Online

Dalla competitività alla difesa comune, agli accordi economici: la conferenza stampa a Villa Pamphilj. Meloni: «Spero che potremo dare il Nobel per la pace a Trump per l’Ucraina». Merz: «Non possiamo accettare l’attuale governance del Board per la pace a Gaza»

La premier italiana Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno tenuto oggi a Roma un vertice con diversi membri dei rispettivi governi.

Meloni e Merz hanno siglato un Protocollo sul piano d’azione italo-tedesco sulla competitivitàanticipato qui dal Corriere e che sarà presentato al summit speciale dei leader europei convocato su iniziativa del cancelliere tedesco il 12 febbraio.



















































«L’Europa sta rimanendo indietro», è la frase d’esordio del piano e il tempo di agire «è adesso». Per questo Italia e Germania, le due principali nazioni manifatturiere, hanno concordato «un’agenda chiara e impegni concreti per rafforzare la competitività dell’Europa per assicurare crescita, autonomia strategica e minore vulnerabilità agli choc esterni».

Nella conferenza stampa congiunta a Villa Pamphilj, la presidente del Consiglio ha sottolineato la vicinanza, «oggi più che mai», tra Italia e Germania: «Una  buona notizia per i nostri popoli e l’Europa nel suo complesso». Meloni ha poi avvertito che la congiuntura storica «particolarmente» complessa nella quale ci troviamo «impone all’Europa di scegliere se intende essere protagonista del proprio destino o subirlo» e richiede «lucidità, responsabilità, coraggio e l’intelligenza necessaria per trasformare le crisi in opportunità».

«Non so se il 2026 sarà l’anno di Italia e Germania – ha scherzato la presidente del Consiglio commentando quanto scritto da alcuni osservatori -, non so se la previsione risponde alla realtà, ma intendiamo fare la nostra parte per consolidare un’amicizia strategica non solo per le nostre nazioni ma per l’Europa intera».

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«La transizione Green ha messo in ginocchio le nostre imprese»

«Con il cancelliere Merz siamo d’accordo che è necessario un deciso cambio di passo in Europa sulla competitività – ha aggiunto la presidente del Consiglio -, perché una certa visione ideologica della transizione green ha messo in ginocchio le nostre imprese senza incidere nella tutela dell’ambiente. Ci sono i margini per correggere gli errori e scongiurare il declino industriale, ma serve coraggio». 

«Il 12 febbraio a Bruxelles ci presenteremo con un non paper comune focalizzato su alcune priorità non rinviabili – ha specificato la premier -: semplificazione della burocrazia europea, rafforzamento del mercato unico, rilancio dell’industria automobilistica nel segno della neutralità tecnologica, politica commerciale ambiziosa basata su regole condivise e pari condizione».

Parlando dell’accordo tra Unione europea e i Paesi del Mercosur, Meloni ha voluto rivendicare «il lavoro fatto per rendere l’accordo più equilibrato»: «Abbiamo portato a casa alcune risposte molto importanti per tranquillizzare e difendere un assett importante che è quello dell’agricoltura. L’Italia ha dato il via libera per la sottoscrizione dell’accordo del Mercosur – ha ricordato Meloni -. Dopodiché c’è stato un intervento del Parlamento» che ne ritarderà l’entrata in vigore, «ma quello che posso dire io è che oggi l’Italia lo considera un accordo equilibrato».

«Italia in Europa una nazione fondamentale»

«L’Italia in Europa rappresenta una nazione fondamentale, sta dimostrando sullo scacchiere internazionale e in Europa la sua stabilità, forza e concretezza. Con coraggio pone questioni per il futuro del continente anche quando porle può sembrare scomodo, e così stiamo guadagnando maggiore rispetto dagli interlocutori e cerco di fare la mia parte. Non mi interessa sostituire nessuno, ma che le grandi nazioni d’Europa riescano a dialogare». Meloni ha risposto così a chi domandava se può diventare il primo partner del cancelliere tedesco Friedrich Merz sostituendo Emmanuel Macron. «Noi non siamo in un’epoca storica in cui possiamo permetterci infantilismi nella lettura della politica estera – ha aggiunto -. La fase è delicata, complessa, per certi versi grave, ha bisogno di risposte adeguate. Per farlo bisogna occuparsi di questioni serie e profonde, non di semplificazioni».

«Aderiamo all’accordo tra europei sull’export di armamenti» 

«I nostri sistemi produttivi possono dare un contributo alla costruzione del pilastro europeo dell’Alleanza atlantica che per tanti anni abbiamo invocato senza fare passi avanti e agire di conseguenza. A questo fine ho comunicato al cancelliere Merz la decisione italiana di aderire all’accordo multilaterale che già esiste tra Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna sull’esportazione di armamenti», ha annunciato Meloni. 

«Su Ucraina e Medio Oriente la nostra sintonia è sempre stata forte – ha spiegato Meloni continueremo a fare la nostra parte sia per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina sia per costruire un quadro stabile di sicurezza e prosperità in Medio Oriente».

Meloni ha poi risposto a chi domandava se il rafforzamento delle relazioni italo-tedesche è anche in funzione difensiva rispetto agli atteggiamenti di Donald Trump verso l’Europa: «Non direi – ha escluso la premier -. La nostra volontà di cooperazione con gli Usa rimane salda, Italia e Germania sono tra le nazioni che in Europa intrattengono con gli Usa relazioni privilegiate, date anche dal fatto che nei loro Paesi ci sono basi americane, e – ha continuato – possono aiutare in questo rapporto, particolarmente se lavorano insieme anche grazie a un approccio pragmatico e non istintivo alle relazione con gli Usa».

Sul Board of Peace per Gaza a Donald Trump «ho detto che per noi ci sono oggettivamente dei problemi di carattere costituzionale per come l’iniziativa è stata configurata, chiedendo anche la disponibilità a riaprire questa configurazione per andare incontro alle necessità non solo dell’Italia ma anche di altri Paesi europei. Noi dobbiamo tentare di fare questo lavoro. La presenza di Paesi come i nostri può fare la differenza. Questa è la nostra posizione, poi si vedrà quali sono i margini per trovare posizioni condivise».

«Trump? Spero che per l’Ucraina potremo dargli il Nobel per la pace»

Meloni ha detto di confidare nel presidente degli Stati Uniti: «Può fare la differenza in Ucraina per una pace giusta e duratura. Spero che potremo dare il Nobel per la pace a Trump»

«Trump è il presidente eletto degli Stati Uniti, gli stessi discorsi» sulla sua salute «li ho sentiti su Biden e addirittura su di me quando mi sono dovuta assentare cinque giorni perché non stavo bene. Bisogna fare i conti con la democrazia. Sono i leader eletti scelti dai cittadini con cui ci interfacciamo, perché non siamo noi a scegliere chi governa le altre nazioni», ha aggiunto Meloni e al suo fianco il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha aggiunto: «Non avrei potuto rispondere meglio di quanto ha fatto Giorgia Meloni».

Per quanto riguarda la Groenlandia «i metodi degli Usa sono discutibili» ha affermato Meloni: «Ma pongono una questione strategica che però esiste e riguarda l‘Artico che è uno dei grandi domini strategici del XXI secolo, e credo che la questione si debba seriamente affrontare nell’ambito dell’Alleanza atlantica – ha aggiunto -, per la sicurezza, la gestione di future rotte marittime con lo scioglimento dei ghiacci, in un territorio ricchissimo di materie prime, con una posizione privilegiata sul piano di una difesa missilistica antiaerea. Credo debba essere oggetto di una riflessione seria che la Nato deve fare. Non è un problema solo degli Stati Uniti, è necessario un coinvolgimento». Meloni ha spiegato di continuare a «essere ottimista» su ricondurre tutti a questione reale. 

Merz: «L’Ue rafforzi competitività su industria e sicurezza»

Il cancelliere tedesco Merz ha confermato la «fortissima convergenza tra Italia e Germania»: «L’Ue deve rafforzare la competitività delle industrie e fare di più per la sicurezza. Con l’Italia vogliamo smantellare la burocrazia per diventare più competitivi, è la nostra priorità». 

E ha sottolineato che l’Europa deve concentrarsi sulle questioni essenziali, ad esempio «adoperarsi per la pace in Ucraina».

Per la sicurezza dell’Artico, ha denunciato il cancelliere, «l’Europa deve fare di più»: «Intendiamo sostenere i colloqui tra Danimarca, Groenlandia e Stati Uniti sulla base della sovranità territoriale perché l’Europa deve essere sovrana e salda e vogliamo tutelare la Nato». 

«Dal punto di vista europeo e della Nato non bisogna solo fare di più per difenderci, dobbiamo innanzitutto semplificare i nostri sistemi, sono troppi e paralleli», ha detto Merz spiegando che l’obiettivo deve essere una «industria della difesa efficace e efficiente, grazie a contributi comuni». Merz, rispondendo ad una domanda sui rapporti tra europei e Stati Uniti, ha chiarito che «le minacce vengono dall’esterno della Nato e non dall’interno», facendo l’esempio di «cyber-attività» contro diversi Paesi europei.

Merz ha poi definito come una «svolta» l’accordo con il Mercosur affermando che ne seguiranno di nuovi «soprattutto con l’India». 

Per quanto riguarda i dazi, Merz sostiene che la Ue si difenderà con tutti gli strumenti possibili: «Siamo in grado – ha aggiunto – di convocare il Consiglio europeo straordinario e l’azione dimostrata in questa settimana è la dimostrazione di quello che possiamo fare. Quello che era stata minacciato da Trump non è accaduto. Dobbiamo essere uniti e reagire in tempo reale. Meloni ed io siamo due premier fermamente convinti di fare tutto il possibile per l’Unione europea». «Possiamo fare accordi commerciali con i Paesi che la pensano come noi sull’apertura del mercato», ha affermato.

Sul Board of Peace per Gaza Merz ha affermato di non poter accettare l’attuale governance: «Rispetto al Consiglio di pace personalmente sarei disposto a entrarci se accompagnasse il processo su Gaza anche in una seconda fase, ma in ogni caso le attuali strutture di governance non possiamo accettarle. Ma siamo pronti a esplorare con gli Usa nuovi format».

Articolo in aggiornamento…

23 gennaio 2026 ( modifica il 23 gennaio 2026 | 18:43)