di
Simone Canettieri
La presidente del Consiglio ha lasciato aperto uno spiraglio dopo la telefonata con Trump che dice: «Vuole firmare»
DAL NOSTRO INVIATO A BRUXELLES
L’Italia non ha ancora visto lo statuto del Board of Peace. Ecco perché non ha aderito al progetto di Trump reputato comunque interessante. Lo rivela una nota informativa di Fratelli d’Italia inviata in queste ore ai parlamentari di Giorgia Meloni a uso interno e per rispondere alle critiche delle opposizioni. La linea fissata dal centro studi di Via della Scrofa è la seguente: «La qualificazione giuridica non è ancora possibile da definire con precisione, in assenza di un accesso allo statuto, tuttavia la mancata adesione non vuole essere una chiusura nei confronti di un organismo che presenta alcuni aspetti interessanti per il nostro Paese. Già da quando è stato proposto, nell’ambito del Piano di Pace del presidente Trump, l’Italia ha guardato con interesse a questo forum».
Meloni questa notte ha lasciato il Consiglio straordinario di Bruxelles senza rilasciare dichiarazioni. Nello stesso momento stavano uscendo sulle agenzie internazionali le parole di Donald Trump che la danno «pronta ad aderire».
La nota informativa di Fratelli d’Italia, il vangelo della linea politica, ripete grosso modo le parole pronunciate da Meloni due giorni fa nel salotto di Bruno Vespa: «Per il nostro Paese si pone una questione legale, soprattutto in relazione all’articolo 11 della Costituzione. Inoltre, non essendo a conoscenza di quale strumento sia stato utilizzato per l’istituzione – un memorandum, una dichiarazione d’intenti, un trattato internazionale – non si può dire se sia necessario (o meno) un passaggio parlamentare». Da questo passaggio della nota di FdI si intuisce che Trump voleva un sì incondizionato di Roma senza nemmeno mostrare l’architettura giuridica del Board. Un organismo criticato subito dal presidente francese Macron, ma anche dagli altri big europei.
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«Quasi tutti gli Stati hanno declinato l’invito, primo fra tutti il presidente francese Macron, che ha rapporti sempre più tesi con Donald Trump. A seguito delle dichiarazioni di Macron sul rifiuto di aderire al Board, il Presidente statunitense ha minacciato di imporre dazi del 200% su vini e champagne francesi». Fratelli d’Italia ribadisce che non si tratta di una Onu parallela, progetto che non rientra nelle intenzioni del presidente americano. Questa nota di quattro pagine, che il Corriere ha visionato, è importante perché segna una linea all’interno della maggioranza, attaccata da ore dalle opposizioni dopo le parole di Trump.
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23 gennaio 2026 ( modifica il 23 gennaio 2026 | 18:45)
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