di
Federica Gabrieli

Kyenge dal 2021 lavora a Padova come medico di famiglia. La denuncia di due anziani: «Irremovibile. Ha bloccato anche i nostri numeri di telefono»

Entrambi ottantottenni, una lunga storia clinica alle spalle e un rientro dall’ospedale da pochi giorni. È in questo contesto che una coppia residente a Padova si è trovata improvvisamente senza medico di base, senza preavviso e senza una spiegazione diretta. A raccontare l’accaduto è Anna Indiani Maragno, che insieme al marito Giorgio era assistita dal 2021 dalla dottoressa Cécile Kashetu Kyenge, l’ex ministra per l’Integrazione durante il governo Letta con lo studio nel quartiere Torre.

Il racconto

«Mio marito – spiega – era tornato a casa il 18 dicembre dopo un lungo ricovero per una broncopolmonite virale. Dopo alcuni giorni ha iniziato ad avere una tosse insistente e ho cercato di contattare la dottoressa per sapere come comportarmi». Le telefonate, però, restano senza risposta. «Ho chiamato per tutta la giornata. Alla fine ho chiesto a un’amica che abita vicino allo studio di provare lei. La dottoressa le ha risposto subito». È tramite l’amica che la signora viene a sapere dell’invio di una mail alla figlia. «In quella mail – racconta – la dottoressa comunicava che non ci avrebbe più assistiti e che entro otto giorni avremmo dovuto trovare un altro medico di base».



















































Nessuna spiegazione

Il giorno successivo la donna si reca in ambulatorio, accompagnata dalla nipote. «Volevo solo capire cosa fosse successo». Secondo il suo racconto, la dottoressa non avrebbe fornito spiegazioni. «Le ho chiesto se io o mio marito avessimo sbagliato qualcosa, ma non mi ha risposto. Non mi guardava negli occhi. Alla fine le ho chiesto se ci volesse ancora come pazienti. Mi ha risposto di no. Sono scoppiata a piangere e me ne sono andata». Nei giorni successivi anche il marito tenta di contattare il medico. «Abbiamo scoperto che erano stati bloccati i nostri numeri e anche quelli delle nostre figlie, che ci aiutano nella gestione delle cure».

Il problema col farmaco

La signora Anna collega l’episodio a un fatto avvenuto durante il ricovero del marito. «La dottoressa insisteva perché andassi al Pronto soccorso, perché avevo il respiro affannoso ma a 88 anni non me la sentivo di affrontare ore di attesa. Abbiamo quindi fatto una radiografia ai polmoni a domicilio, a pagamento». Gli esiti vengono inviati al medico, che prescrive un antibiotico. «Peccato che io sia allergica sia alla penicillina sia alle cefalosporine, cosa che la dottoressa conosceva. Quel farmaco le conteneva entrambe. Sono stata male e mia figlia ha chiamato per segnalare l’errore. Non è giusto – conclude la signora Anna – essere lasciati senza una spiegazione, soprattutto in un momento così difficile».

Silenzio dall’ex ministra

La dottoressa Cécile Kashetu Kyenge, che risulta iscritta all’Ordine dei Medici di Modena, in questo momento preferisce non parlare. Il presidente dell’Ordine modenese, dottor Carlo Curatola, interpellato sull’accaduto, ha dichiarato: «Ho appreso dell’episodio solo in queste ore e al momento non posso esprimere valutazioni. È necessario prima approfondire i fatti, ascoltare la collega coinvolta e acquisire eventuale documentazione. Le prese di posizione dell’Ordine avvengono solo a seguito dell’esito di una commissione disciplinare. Ad oggi, quindi, non sono nelle condizioni di esprimermi».


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23 gennaio 2026 ( modifica il 23 gennaio 2026 | 14:51)