Budrio, 24 gennaio 2026 – Una mattinata scolastica dall’esito preoccupante, quella di ieri, all’Itis Giordano Bruno nella sede di Budrio, in via 1 Maggio. Poco prima della fine delle lezioni, infatti, verso le ore 12.45, si è reso necessario l’intervento dei carabinieri (a destra, una foto d’archivio) per la presenza di un’arma da taglio nelle disponibilità di uno studente.
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L’allarme scattato da una telefonata di una docente
Tutto è scaturito dalla segnalazione fatta al numero unico d’emergenza 112 da parte di una docente. La professoressa, verso la fine dell’orario curricolare, avrebbe notato un grosso coltello, poi identificato in un machete, spuntare dallo zaino di uno studente. La scuola ha, dunque, deciso di avvertire immediatamente le forze dell’ordine locali e i carabinieri sono arrivati sul posto, dalla limitrofa stazione di via Partengo, con una pattuglia. Il ragazzo, un italiano classe 2011, una volta identificato, è stato preso in carico dai carabinieri che lo hanno portato in caserma per le procedure di rito ed è poi stato affidato ai genitori. Il giovanissimo è stato conseguentemente denunciato per porto di armi od oggetti atti ad offendere. Il dirigente scolastico Giovanni Tosiani ribadisce: “L’istituto è sicuro, siamo intervenuti prontamente e non c’è stato caos”.
Lo studente non ha dato spiegazioni del machete
Al momento, stando a quanto si apprende, non avrebbe dato motivazioni né detto alcunché che possa spiegare come mai avesse il machete con sé. L’arma, come di prassi, è stata sequestrata dai militari di Budrio e la posizione del ragazzino è al vaglio della procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni. Un episodio che, oltre ad aver allarmato i presenti nell’istituto scolastico, ricalca tristemente vicende analoghe che si sono verificate nell’ultimo periodo in giro per l’Italia: dopo la tragica vicenda di Youssef Abanoub, a La Spezia, colpito a morte da un coetaneo a scuola con un’arma da taglio, solo due giorni fa un altro studente era stato pizzicato in classe, nella Basso Friulano, con un coltello di quindici centimetri. E proprio per questa escalation di episodi si è acceso un dibattito sulle misure di sicurezza nelle scuole e si è iniziato a parlare di posizionare metal detector nelle scuole italiane.

Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara
Valditara: “Nelle scuole problematiche serve il metal detector”
Sul tema, giorni fa, è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che ha dichiarato: “Quello che possiamo e dobbiamo fare, a mio avviso, in quelle scuole, diciamo, di maggior rischio, dove vi sono delle problematiche, è consentire al preside di installare, magari d’intesa con il prefetto, dei metal detector”.
Aumentati i minori segnalati per porto d’armi improprie
Dal 2019 al 2024, i minori segnalati per porto di armi improprie – dai coltelli alle noccoliere, dalle mazze alle catene, fino agli storditori elettrici – sono passati da 778 a 1.946 e nel primo semestre del 2025 sono già 1096.
È quanto emerge dall’anticipazione di una ricerca di Save the Children, realizzata grazie alla collaborazione con il dipartimento di Giustizia minorile del ministero di via Arenula e il supporto del servizio di Analisi Criminale del dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno.