C’è chi sogna il giro del mondo e chi, un giorno, decide semplicemente di iniziare a pedalare. Monica Consolini appartiene alla seconda categoria. Sabato 13 gennaio 2024 ha dato il via alla sua straordinaria avventura a pedali: un giro del mondo in bicicletta di circa 35.000 chilometri attraverso 25 paesi con un budget di soli 10 euro al giorno, un progetto chiamato “RidesmileS” che unisce scoperta, sostenibilità e connessione umana.
Dopo due anni esatti di viaggio in bici, Monica è finalmente tornata a casa, accolta da amici, familiari e da chi ha seguito con entusiasmo la sua impresa sui social e lungo la strada. Il suo percorso non è stato solo fisico, ma anche un’avventura di condivisione, relazioni e ispirazione per chi sogna di partire. In questa intervista Monica racconta in prima persona le motivazioni, i legami costruiti lungo il cammino e i momenti più memorabili di un viaggio che ha cambiato la sua vita.
Viaggiare è incredibile, ma a volte serve una piccola spinta per partire: qual è stata la tua ispirazione? Chi o cosa ti ha fatto pensare “voglio farlo”?
L’idea di partire è nata per caso dopo un primo cicloviaggio semplice, dal lago di Garda a Innsbruck. Un viaggio che a me sembrava lunghissimo, ma che in realtà durava solamente 350-400 km. Una volta completato, ho iniziato a capire che c’ero riuscita perché mi ero concentrata su ogni singolo giorno e sui km di ciascuna giornata. Così ho pensato che, usando la stessa tecnica, avrei potuto andare ovunque, anche fare il giro del mondo. Nei viaggi successivi poi ho scoperto che viaggiare in bicicletta mi appassionava molto e che la curiosità mi spingeva sempre di più a continuare. Così l’idea di intraprendere effettivamente il giro del mondo diventava sempre più reale.
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Quanto è stato importante per te far parte di una community di cicloviaggiatori, sia nella preparazione che durante il viaggio? Hai avuto modo di scambiare consigli o esperienze con altri viaggiatori, e quanto pensi che sia utile questa rete?
La rete di cicloviaggiatori è stata importantissima, essenziale. Innanzitutto, durante la preparazione ho ricevuto preziosi consigli da altri viaggiatori che avevano già affrontato la mia stessa impresa. Poi, durante il viaggio, sono stata continuamente in contatto con realtà e community fondamentali per poter trovare le soluzioni migliori ai problemi più disparati. In particolare, si sono dimostrati decisivi per questioni relative a permessi, visti o particolarità dei diversi Stati.
Durante il tuo viaggio, pensi di aver ispirato altri cicloturisti a intraprendere avventure simili? E, in particolare, altre cicloturiste donne?
Sì, durante il viaggio mi hanno contattata tanti altri cicloviaggiatori incuriositi dalla mia storia e dalla mia impresa, e mi ha reso davvero felice sapere che alcuni sono partiti o stanno partendo per davvero. Mi hanno contattata anche alcune donne, dicendomi che avevo dato loro la spinta per provare e iniziare le prime pedalate nel cicloturismo. Questa cosa mi ha fatto veramente molto piacere.
Qual è stato, secondo te, il momento più bello o l’esperienza più memorabile che hai vissuto in bici, qualcosa che non sarebbe stato possibile a piedi o in macchina?
Dire qual è l’esperienza più memorabile del viaggio è difficile: ce ne sono tantissime. Credo però che tutte quelle riguardanti l’ospitalità ricevuta siano inevitabilmente legate alla bicicletta, perché con qualsiasi altro mezzo essere ospitati o condividere del tempo con famiglie del posto è sicuramente impossibile. Porto con me ricordi di ospitalità davvero incredibili per ogni paese in cui sono stata.
Lo spirito di RidesmileS: quando la bici diventa connessione
Dopo due anni in sella, il rientro a casa di Monica Consolini non segna solo la fine di un viaggio straordinario, ma anche la piena realizzazione dello spirito di RidesmileS: pedalare lentamente per incontrare le persone, condividere storie e creare connessioni autentiche.
Un giro del mondo nato da un primo viaggio di pochi chilometri e cresciuto giorno dopo giorno grazie alla curiosità, alla forza della community e all’ospitalità ricevuta lungo la strada. La sua esperienza dimostra che le grandi avventure non partono da imprese eroiche, ma da piccoli passi – o pedalate – affrontati con costanza e apertura. E che la bicicletta, ancora una volta, è uno strumento potente non solo per attraversare il mondo, ma per sentirsi parte di esso.
Vuoi scoprire di più sulla storia di Monica?
Potrai farlo dal vivo alla Fiera del Cicloturismo, dove Monica racconterà in maniera approfondita il suo giro del mondo in bicicletta, condividendo difficoltà, incontri e lezioni imparate lungo la strada. In Fiera troverai anche tante altre storie e racconti di viaggio che potranno aiutarti per preparare la tua prossima avventura in giro per il mondo.
Lasciati ispirare: le registrazioni sono aperte
L’ispirazione per la prossima vacanza
27-29 MARZO 2026
FIERA DEL CICLOTURISMO