di
Pierpaolo Lio
Secondo le prime ricostruzioni il mezzo Amsa non avrebbe rispettato la precedenza: la Mercedes, trascinata, ha abbattuto un semaforo. Coinvolto un terzo veicolo
A causare l’incidente mortale, in base alle prime informazioni, sarebbe stato un mezzo dell’Amsa, che non avrebbe dato la precedenza. Lo scontro è avvenuto alle 5.30 di sabato 24 gennaio, in corso Sempione, all’altezza dell’incrocio con via Emanuele Filiberto. Tre i veicoli coinvolti. Dalle analisi degli agenti della polizia locale, intervenuti all’alba sul posto, sembra appunto che il mezzo Amsa, proveniente dalla periferia, abbia urtato una Bmw che proveniva dalla sua destra. Dopo l’urto l’auto è stata trascinata in avanti, abbattendo semaforo e segnaletica verticale, e andando infine a sbattere contro un’altra macchina che arrivava dalla direzione opposta.
Il conducente della Bmw, 45 anni, Simone Bonino, è morto nonostante i soccorsi d’urgenza, con il trasporto in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli. Il dipendente dell’Amsa, invece, è stato trasportato in codice giallo al San Carlo. Illeso, infine, il terzo automobilista.
Bonino ed era una ex guardia del corpo di Alberto Genovese, l’imprenditore condannato per le violenze e gli abusi di «Terrazza sentimento», il superattico con vista su piazza Duomo a Milano. Bonino sarebbe stato l’uomo che faceva da guardia mentre Genovese era in camera da letto anche con le ragazze che poi denunciarono gli abusi.
L’azienda di gestione dei rifiuti di Milano «esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’automobilista», è scritto in una nota. «In attesa di conoscere gli esiti degli accertamenti in corso, Amsa si è immediatamente messa a disposizione delle autorità competenti per contribuire a chiarire ogni aspetto dell’accaduto e accertare la dinamica dell’incidente».
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24 gennaio 2026 ( modifica il 24 gennaio 2026 | 12:05)
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