di
Monica Colombo
I padroni di casa non sbagliano niente, segnano Douvikas (doppietta), Baturina, Da Cunha, Kuhn e Caqueret. Il quarto posto resta alla portata
La grande bellezza. Il Como di Cesc Fabregas, in capo a una prestazione dove ha saputo combinare tecnica e palleggio a capacità realizzative, ottiene una vittoria schiacciante che gli consente di scavalcare in classifica la Juventus tallonando a due lunghezze di distanza la Roma. Prosegue il momento magico dei lariani che portano a cinque le vittorie in sette partite. Un piazzamento nelle coppe a questo punto non sembra più essere un’ambiziosa utopia mentre al contrario sale a quattro la striscia negativa di Baroni, incapace di rispondere ai programmi societari.
Il presidente Urbano Cairo in settimana aveva invocato continuità ma, pur con tutte le attenuanti legate all’infermeria piena, i desiderata del presidente sono rimasti inascoltati. L’anno scorso dopo 22 giornate il Torino aveva 3 punti in più dei 23 attuali ma soprattutto aveva incassato 14 reti in meno. Il passivo di sei gol spedisce i granata a capo chino sotto il settore dei relativi tifosi mentre poco lontano Fabregas ringrazia i suoi giocatori in cerchio.
L’ultima volta in riva al lago, qui nel laboratorio di Fabregas, il Como aveva incantato i critici prima di finire stritolato dal pragmatismo di Max Allegri. Seguì dibattito come al cineforum fra gli esteti, propugnatori del giochismo e i realisti, inclini al risultatismo.
Oggi la squadra di Cesc ha chiuso la pratica nell’arco di sedici minuti, tempo necessario per realizzare una doppietta. All’8’ Douvikas ha segnato, su lancio di Da Cunha, il decimo gol stagionale, settimo in campionato, sfruttando il mancato contrasto di Coco. Davanti alla superiore capacità di palleggio, debole è stata la replica del Toro con un destro di Adams, risultato innocuo. Così al 16’ Baturina, il giocatore più in forma dei lariani in questa fase, ha chiuso i conti davanti a un inerme Ismajli, costretto poco dopo a lasciare il campo acciaccato. Poco convinta è sembrata la reazione dei Baroni boys, decimati peraltro dagli infortuni (ben sette, tra cui il Cholito Simeone). Il Como anzi ha avuto prima dell’intervallo almeno due chances per il 3-0: una con Douvikas, bloccato da Paleari stavolta in versione convincente. L’altra con Rodriguez che ha tirato nel lago da posizione favorevolissima.
Nella ripresa Feliciani, richiamato al Var ha concesso il rigore dopo un episodio dubbio in area. Nel tentativo di arginare Douvikas, Maripan in scivolata ha toccato il pallone prima con il fianco e poi con il braccio ma dopo la revisione il fischietto non ha avuto dubbi. Da Cunha dal dischetto ha messo in cassaforte i tre punti. E’ stato l’episodio spartiacque. Poi il Como ha dilagato con il poker realizzato da Douvikas, prima che alla festa partecipassero anche Kuhn e Caqueret neo entrati. L’altoparlante spara Davide Van De Sfroos e a Como è festa.
24 gennaio 2026 ( modifica il 24 gennaio 2026 | 17:12)
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