CONEGLIANO – Sono salite complessivamente a 114 le persone sottoposte a profilassi. L’Usl della Marca ne ha identificate in tutto 121 che negli ultimi giorni hanno avuto contatti con il ragazzo di 16 anni, residente a Oderzo, studente di una scuola superiore di Conegliano, colpito da meningite da meningococco di tipo B: una forma contagiosa che si trasmette attraverso le goccioline di saliva. E per quelle che gli sono state più vicine è scattata la misura di prevenzione, con l’assunzione di antibiotici. Giovedì il servizio Igiene e sanità pubblica ha sottoposto a profilassi 43 persone a scuola, tra i compagni di classe e gli insegnanti. A queste se ne sono aggiunte 20 (su 25) tra familiari e amici, 28 tra persone incontrate fuori da scuola e 23 (su 25) tra il personale sanitario che ha soccorso il giovane.

APPROFONDIMENTI


I SINTOMI

Il 16enne aveva iniziato a sentirsi male lunedì. All’inizio sembrava una normale influenza. Niente di troppo grave. Tanto più alla luce del fatto che i malanni di stagione, dall’influenza ai raffreddori, sono ancora molti nella Marca. Proprio il temporaneo abbassamento delle difese immunitarie, però, potrebbe aver favorito la penetrazione del meningococco (tra il 4 e il 7% dei cittadini è portatore sano) portandolo a causare l’infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello, moltiplicandosi all’altezza delle meningi. Poi il peggioramento.
La febbre è velocemente salita a 39, con un intenso mal di testa ed episodi di vomito. Di seguito le cose sono precipitate. Fino a mercoledì, quando c’è stato il ricovero nell’ospedale di Treviso. Nello stesso giorno dai laboratori della microbiologia è uscita la diagnosi: meningite da meningococco di tipo B. Il giovane è stato prima ricoverato nel reparto di neurologia. E poi, da qui, è stato trasferito nell’unità di malattie infettive. Sta rispondendo bene alle cure. I sintomi si sono attenutati. Il ragazzo si era regolarmente vaccinato contro il meningococco di tipo B, completando il ciclo con due dosi nel corso del 2024. «La vaccinazione potrebbe aver contribuito a una forma clinica meno severa della malattia», sottolineano dall’Usl. È possibile vaccinarsi contro il meningococco di tipo B. L’iniezione è offerta gratuitamente ai nuovi nati, a partire dal settimo mese di vita, e alle persone costrette a convivere con delle patologie che possono predisporre a un maggior rischio di sviluppare malattie legate a questo.

A SCUOLA

Subito dopo la conferma del ceppo, il servizio Igiene e sanità pubblica dell’Usl ha immediatamente avviato l’indagine epidemiologica per scongiurare il rischio di un focolaio di meningite. Il monitoraggio è costante: devono passare almeno 10 giorni, periodo di incubazione della malattia.
Il percorso di profilassi a scuola è stato completato l’altro ieri. «Le persone entrate a contatto con il 16enne hanno assunto gli antibiotici previsti – spiegano dall’istituto di Conegliano – e le lezioni sono sempre andate avanti regolarmente, senza alcuna misura particolare». Ora il pensiero di tutti, anche a scuola, è rivolto dalla salute del ragazzo. La speranza è che possa riprendersi e tornare sui banchi quanto prima.
 

Meningite, il 16enne ricoverato risponde bene alle cure. Intanto profilassi con antibiotico per 114 persone entrate in contatto con lui