di
Rinaldo Frignani

Pasquale Carlomagno e Maria Messenio facevano la spola fra l’abitazione del giovane e la villetta in via Tevere. Sarebbero stati sentiti a breve nelle indagini. Il riferimento alla gogna mediatica e i sospetti sul padre

Un’ora in macchina insieme sapendo perfettamente come sarebbe andata a finire. Anche perché lo avevano scritto nella lettera che hanno appoggiato su un tavolo nell’abitazione del figlio minore a Roma. Nel biglietto c’era scritto il motivo per cui ieri pomeriggio Maria Messenio, ex poliziotta ed ex assessore alla Sicurezza di Anguillara, e il marito Pasquale Carlomagno, imprenditore titolare dell’omonima ditta di scavi e mezzi per il movimento terra, si stavano apprestando a togliersi la vita. 

Hanno scelto la loro villetta in via Tevere 25, alle porte d Anguillara Sabazia, non lontano dalla casa del figlio Claudio e della moglie Federica, diventato un teatro dell’orrore nella notte del 9 gennaio scorso, e anche da quella dei consuoceri Roberta e Stefano Torzullo, ai quali dopo il ritrovamento del corpo della figlia domenica scorsa nella sede della ditta di scavi hanno inviato un unico messaggio di scuse. 



















































Il suicidio dei genitori di Carlomagno ad Anguillara: il viaggio in auto da Roma per morire, la lettera all'altro figlio e il nuovo interrogatorio

Riferimenti alla gogna mediatica

I genitori di Claudio, rinchiuso nel carcere di Civitavecchia dove è guardato a vista nel timore che possa uccidersi anche lui, sono rimasti insieme fino all’ultimo. Hanno scritto il biglietto d’addio, sono ripartiti in auto per Anguillara, si sono impiccati a una trave del portico del giardino che avevano curato fino a quando il figlio è stato arrestato per l’omicidio della moglie. Uno vicino all’altro. Forse facendosi coraggio l’un l’altro. Nella lettera ci sarebbe anche uno sfogo contro la gogna mediatica alla quale sono stati sottoposti in questi ultimi giorni. Non è chiaro se si faccia riferimento nel messaggio lasciato all’altro figlio anche ai sospetti sul padre di Claudio di averlo aiutato nel disfarsi del corpo della nuora. 

Forse sarà aperto un fascicolo

Al momento appare troppo presto per capire cosa abbia spinto marito e moglie, rimasti nascosti in casa, prima la loro, poi quella del figlio, infine di nuovo la loro, a farla finita alla vigilia di una convocazione in caserma per accertamenti. «Non erano i tipi da fare una cosa del genere», spiega chi li conosce. Ma la disperazione e la vergogna erano fortissime, e alla fine hanno avuto la meglio. La Procura di Civitavecchia potrebbe ora aprire un fascicolo per istigazione al suicidio per capire se i coniugi abbiano subìto pressioni per raccontare quello che sapevano sulla relazione del figlio con Federica ormai arrivata al capolinea, tanto che i due avevano avviato le procedure per la separazione consensuale. 


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25 gennaio 2026 ( modifica il 25 gennaio 2026 | 08:42)