Un sistema antifurto digitale rende l’eBike sottratta inutilizzabile grazie alla segnalazione attraverso un’app. La novità presentata al CES di Las Vegas
Vogliamo renderci veramente sostenibili. Ci prendiamo l’impegno morale di andare al lavoro in bicicletta anche quando piove o nevica, anche se non ci sono ciclabili degne di questo nome, investiamo una cifra considerevole nella nostra eBike e poi? Dove parcheggiamo? Nell’attesa di parcheggi sotterranei iper tecnologici come avviene in Olanda o in Danimarca, lasciamo almeno 2000 euro di citybike legata al lampione con una catena sotto l’ufficio? Molti cercano la soluzione a questo che è uno dei peccati originali della ciclabilità in Italia. In virtù del fatto che raramente una bici viene rubata da chi poi ne sarà l’utente ultimo, Bosch – il principale fornitore di elettronica nel settore delle biciclette – fa un upgrade dei suoi sistemi di sicurezza rendendo virtualmente invendibile il mezzo dopo il furto.
Cosa fa Bosch
Se una bici rubata (o anche solo la sua batteria) viene portata in assistenza, il DiagnosticTool della azienda tedesca la segnala immediatamente. Le eBike, soprattutto quelle di buon livello, sono prodotti molto delicati che hanno bisogno periodicamente di un controllino o di un aggiornamento del software, quindi è buona norma portarla in un centro assistenza autorizzato che facilmente e immediatamente potrà identificarne la provenienza illecita. Il sistema sviluppato da Bosch collega digitalmente motore, batteria e display a uno specifico account dell’utente all’interno del database della casa madre: nel caso una bicicletta venga segnalata come «rubata», servirebbero una serie di passi formali del proprietario originale perché torni «utilizzabile». Ovviamente, l’accesso ai servizi – aggiornamenti, personalizzazioni, integrazioni con le altre funzioni digitali – viene bloccato in modo permanente. Questa soluzione va ad aggiungersi alle protezione antifurto di Bosch eBike Systems come eBike Lock ( il lucchetto digitale che blocca automaticamente il supporto del motore alla pedalata quando lo smartphone dell’utente non è nelle vicinanze), l’eBike Alarm (quando un sensore di movimento inserito nella bici rileva vibrazioni o spostamenti, la bici stessa emette un allarme sonoro, inviando anche una notifica allo smartphone del proprietario e tracciandone la posizione in tempo reale) e il Battery Lock (che impedisce l’erogazione della potenza della batteria non appena si spegne la eBike.

Cosa fanno gli altri
Quando Bosch ha presentato questa novità, sui mille forum di appassionati e tecnici del settore si sono scatenati i primi commenti: ci si chiede perché limitarsi a bloccare gli aggiornamenti quando si potrebbe trovare il modo per bloccare tutta la bicicletta (è stato infatti annunciato anche uno strumento per le flotte dei servizi di sharing e i noleggi – il ConnectModule – con cui è possibile disattivare a distanza l’assistenza del motore). L’idea di Bosch comunque, per quanto non risolutiva e in attesa dei potenziali hackeraggi, è più che buona. «In genere, per questa ragione, è sempre fondamentale registrare l’acquisto di qualsiasi bicicletta sul sito dell’azienda», ci dice Claudio Giovanzana, proprietario del punto vendita Mi-Wheel di Milano specializzato in biciclette ad alta tecnologia digitale, «non solo per far partire la garanzia ma proprio per vincolare formalmente i dati del proprietario a quelli del mezzo. La italiana XP, come diverse altre bici, ha a bordo la tecnologia Find Me che segnala la posizione della bici agganciandosi a qualsiasi smartphone di passaggio. In questo caso, la bicicletta vien sbloccata o attraverso l’uso di una card fornita direttamente dall’azienda che certifica così l’autenticità del proprietario o attraverso i codici della tecnologia NFC, la stessa che viene usata per i pagamenti dallo smartphone».
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24 gennaio 2026
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